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Il governatore a cena con Gianfranco Micciché: «Ma non c'è nessun patto politico»

I due fotografati una decina di giorni fa in una trattoria di Santo Stefano di Camastra, ma Crocetta parla solo di un "incontro casuale"

Il governatore a cena con Gianfranco Micciché: «Ma non c'è nessun patto politico»

Crocetta (quando era sindaco di Gela) e Micciché in una foto d'archivio

PALERMO - Otto anni fa fu il "patto dell’orata" tra Massimo D’Alema e Raffaele Lombardo: una cena in un ristorante a Palermo che sancì l’alleanza tra l’allora governatore del Mpa e il Pd, con Forza Italia e Udc che furono messi fuori dal governo. Questa volta i commensali sono altri come mostra una foto in possesso della'agenzia Ansa: il governatore Rosario Crocetta, il commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Micciché e il deputato agrigentino Riccardo Gallo Afflitto, eletto nel Pdl e poi transitato in Fi.

 

I tre erano nello stesso tavolo in un ristorante a Santo Stefano di Camastra (Me), una decina di giorni fa. Una cena politica? Nuovi equilibri in vista? Crocetta ammette l’episodio ma smentisce che sia stato un incontro politico programmato. «E' stata una cena casuale - dice il governatore - Mi trovavo a Santo Stefano, spesso vado in quella trattoria. Miccichè e Gallo erano già lì, mi hanno invitato a sedermi nel loro tavolo. E’ stata solo cortesia da parte mia nell’accettare un invito simpatico, l’avrei fatto con chiunque altro».

 

Il governatore sottolinea che «non c'è alcun retroscena politico». «E' vietato mangiare nello stesso tavolo con avversari politici? - prosegue - Io in politica non ho nemici». Insomma, Crocetta nega che ci siano colloqui politici fatti attorno a un piatto di ricci. Anche se Crocetta e Miccichè si sarebbero incontrati,almeno in un’altra occasione. Sempre a tavola.

 

Secondo alcune fonti interne al centrodestra, Gallo Afflitto e Micicché starebbero lavorando per la ricerca di un candidato alla presidenza della Regione, si vota il prossimo autunno, sul quale trovare la convergenza con gli altri partiti dei centrodestra per evitare le primarie, già fissate al 23 aprile sulla base di un documento sottoscritto da tutte le forze di coalizione, compresa Forza Italia. Il nome su cui Fi sta ragionando è quello dell’avvocato Gaetano Armao, già indicato come possibile candidato a sindaco di Palermo prima che Fi trovasse l’accordo con gli alleati - tra cui Udc e Pid - per il sostegno a Fabrizio Ferrandelli. Armao è stato assessore all’Economia nel governo di Raffaele Lombardo e guida un movimento autonomista. 

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