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Fila liscia la legge salva-precari: in due anni la stabilizzazione

Il governo centrale non avrebbe ravvisato profili di incosituzionalità. A questo punto si dovrebbe procedere alla firma dei contratti

Cataclisma precari per effetto del No: nessuna proroga, da gennaio a casa

PALERMO - Il Consiglio dei ministri di ieri, tra leggi le regionali da esaminare, non aveva all’ordine del giorno quella sui precari siciliani, varata dall’Ars lo scorso 28 dicembre. I sessanta giorni canonici, scadrebbero martedì della prossima settimana, ma per quella data, né prima, è prevista una nuova seduta del governo. Evidentemente, gli uffici non hanno ravvisato profili di incostituzionalità e per la Regione, gli enti locali e Asp non ci saranno più alibi per rinviare ancora l’avvio delle stabilizzazioni, anche se il governo centrale non è nuovo a impugnative dell'ultim'ora. 

 

Ma se la situazione fosse confermata, allora non c'è tempo da perdere. «Adesso si avvii subito il percorso - ha detto il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone - che in due anni deve portare a completare la stabilizzazione. Chiudiamo questa stagione di clientela e apriamo la stagione dei diritti e del merito».

 

Il timore che il Consiglio dei ministri potesse impugnare la legge dell’Ars sui precari, erano legati al fatto che il Parlamento nazionale non aveva inserito nella legge di stabilità nazionale, la norma che avrebbe consentito la proroga dei contratti. Anzi, un emendamento, primo firmatario Angelo Capodicasa, era stato presentato in commissione Bilancio della Camera; emendamento che, su richiesta del governo, fu concordato di rinviarlo al Senato. Ma dopo la sconfitta del referendum sulla riforma costituzionale e le dimissioni di Renzi, congelate per qualche giorno, su richiesta del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per consentire al Senato di dare il via libera alla legge di stabilità, ma senza alcun emendamento. Questa circostanza aveva creato panico. Ma l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, legò la proroga regionale alla legge sulla mobilità dei dipendenti delle ex province. Insomma, tutto è andato nel migliore dei modi.

 
«E’ un risultato importante - ha aggiunto Faraone - perché ci permette di chiudere con la stagione delle clientele e dei ricatti e di aprire una nuova stagione dei diritti. Nell’arco di due anni si potrà procedere alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari siciliani, lasciandoci alle spalle questa triste pagina dell’amministrazione dell’Isola.

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