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Riscossione Sicilia verso la chiusura. Fiumefreddo: «È un omicidio istituzionale»

Passa in commissione all'Ars un emendamento alla Finanziaria che mette in liquidazione la società: entro luglio il passaggio all'agente nazionale

Rottamazione cartelle Riscossione Sicilia: la guida passo passo su come aderire

PALERMO - Riscossione Sicilia, la partecipata regionale che si occupa dell’esazione dei tributi, dal prossimo 1 luglio sarà posta in liquidazione. E’ quanto prevede il subemendamento alla finanziaria presentato dal capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, e da Riccardo Savona pure lui di Fi, approvato questa sera in commissione Bilancio all'Ars. Ovviamente, la parola definitiva spetta all’Aula.

«Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge - è scritto nel subemendamento - e comunque non oltre l’1 luglio 2017, il governo regionale definisce, di comune accordo con il Ministero dell’Economia, tutti gli gli aspetti di natura tecnica e amministrativa relativi al passaggio di funzioni tra Riscossione Sicilia spa e il nuovo ente pubblico economico previsto dal...». Cioè dal nuovo soggetto riscossore che nascerà con la soppressione di Equitalia.

«Si è voluto bloccare ogni iniziativa portata avanti - ha detto a caldo l’amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo - prima ostacolandoci, ora liquidandoci. Proprio ora che con la rottamazione di cartelle per un valore di 1 miliardo di euro, la società sarebbe andata in attivo. E’ stato un atto - ha aggiunto Fiumefreddo - per archiviare una stagione all’insegna di azioni concrete, come l’ispezione ai mercati ortofrutticoli di Vittoria e Catania dove adesso rideranno. E’ stato consumato un omicidio istituzionale. Attendevo con ansia questo momento, è la prova del nove della seduta della commissione Bilancio che preludeva alla mia eliminazione istituzionale».

Il subemendamento Falcone-Savona, inoltre, dall’entrata in vigore della legge, vieta l’assunzione di nuovo personale «a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale». Né potranno essere aumentati gli stipendi dei dipendenti.

In ogni caso, «a decorrere dall’1 luglio 2017 il personale di Riscossione Sicilia con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio alla data del 31 dicembre 2016, senza soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data dell’1 luglio 2016, è trasferito all’ente pubblico economico...», che subentrerà ad Equitalia.

«Dopo due lunghi anni di dura battaglia parlamentare Forza Italia - ha dichiarato il capogruppo all’Ars, Marco Falcone - festeggia l’approvazione dell’emendamento che allinea l’agente di riscossione regionale a quello nazionale. Riscossione Sicilia, ente che produceva 18 milioni di euro all’anno di debito, sarà messa in liquidazione e superata. Al suo posto opererà il nuovo soggetto nazionale. Una svolta importante, quella decisa dall’Ars, che porterà maggiore gettito nelle casse pubbliche e un risparmio dei costi di riscossione, che darà minori balzelli ai cittadini e al tempo stesso un futuro di maggiore sicurezza ai dipendenti».

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