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Le pensioni d’oro degli ex deputati all’Ars

Le pensioni d’oro degli ex deputati all’Ars Quando il vitalizio obolo diventa ereditario

E ora contributo sarà per il 24% a carico della Regione - La lista

Le pensioni d’oro degli ex deputati all’Ars Quando il vitalizio obolo diventa ereditario

E poi c’è Totò Cuffaro, ex governatore e soprattutto ex deputato regionale di lungo corso, recluso nel carcere di Rebibbia dove sta scontando sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia e rivelazione di segreto istruttorio. «L’Ars ha tolto il vitalizio solo a me, ma non a molti altri. Mi chiedo perché. Non sono l’unico condannato», ha detto all’Agi. Si è fatto una domanda: «Perché in Sicilia solo io? ». E s’è dato una risposta: «La verità è che in questa vicenda sono diventato il parafulmine di tutto». Il detenuto “matricola 87833” ha perso il vitalizio, circa 6mila euro lordi al mese, con delle regole che in Sicilia – come osservato dal Corriere della Sera – sono ben più severe di quelle trionfalmente approvate dal Parlamento nazionale, che per i politici condannati è agganciata all’incandidabilità stabilita dalla legge Severino (condanna di almeno due anni).

 

«Cittadini di serie A e cittadini di serie B», ha commentato fra l’orgoglioso e lo sdegnato il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, sottintendendo che nell’Isola – dopo un tortuoso iter di pareri e sentenze – per il taglio dell’assegno “basta” soltanto una qualsiasi condanna che preveda l’interdizione dai pubblici uffici. L’Ars, a dicembre dello scorso anno, aveva avviato la procedura per una decina di ex deputati, all’ordine del giorno ci sono le “pratiche” di Vincenzo Lo Giudice e Giovanni Mercadante.

 

Ma, al di là di questa benemerita severità sui condannati, la Sicilia resta il Bengodi degli “ex”. E anche dei loro familiari. Perché, nonostante le sforbiciate e le restrizioni, gli inquilini di Palazzo dei Normanni restano una signora casta. Perché ancorati al Senato come sistema, nonostante la riduzione di stipendi e pensioni. Oggi un deputato regionale percepisce un massimo di 11mila euro lordi mensili: 6.600 euro di indennità (fino al 2013 era 10.705,95 euro), più 4.500 di diaria. Questa cifra lievita con le indennità di funzione, ridotte anch’esse, ma talmente diffuse da far lievitare l’assegno mensile: dai 2.700 euro del presidente dell’Ars ai 144,89 dei segretari di commissione, passando per i 1.800 dei vicepresidenti e 1.622,45 per i deputati questori, fino ai 1.159,14 dei presidenti di commissione e capigruppo. Dal 1º gennaio 2012, «è stato abolito l’istituto dell’assegno vitalizio dei deputati», si legge nella (apprezzabile) sezione “Amministrazione Trasparente” del sito dell’Ars.

 

E inoltre è stato istituito il sistema previdenziale contributivo, «simile a quello previsto per i pubblici dipendenti», in base al quale l’onorevole siciliano «riceve una pensione commisurata all’ammontare dei contributi versati». Anche per le pensioni sono stati introdotti dei “paletti”: il requisito minimo è aver accumulato almeno 5 anni di effettivo mandato parlamentare (prima bastavano due anni e mezzo per diventare un ricco pensionato dell’Ars) e l’età minima per incassare l’assegno mensile è 65 anni, che scendono a 60 in caso di 10 anni di “anzianità” a Sala d’Ercole.

 

Eppure i tagli alla “casta con le sarde” non sono purtroppo tali da generare un beneficio decisivo per le casse della Regione, nemmeno in futuro. In prima battuta perché il nuovo sistema nasconde una nuova voce di costo prima non prevista. Prima, col sistema retributivo, all’Ars ogni deputato versava mensilmente una quota (l’8,60%, pari a 1.006,00 euro, più il 2,15%, aggiuntivo per la reversibilità, pari a 251,63 euro) della propria indennità lorda, accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi. Adesso, col contributivo (tanto versi, tanto avrai di pensione) la quota da accantonare è salita al 33%. E di questi soldi, appena l’8,80% vengono trattenuti dalla busta paga, mentre il restante 24,20% è a carico della Regione. Una sorta di «finto contributivo», lo definiscono alcuni tecnici di Palazzo dei Normannni: meno ricche le pensioni, soprattutto per quelli che resteranno in carica per poco, ma molto più onerosa la quota a carico della Regione. Così, per un’indennità lorda di 6.600 euro al mese, sui 2.178 euro necessari per la futura pensione i deputati ne versano appena 580,80.

 

Bisogna però fare i conti con l’insostenibile pesantezza del passato. Che, lunga vita a chi non siede più su quegli scranni, costa anche più del presente. Ogni mese (dati aggiornati a marzo 2015) la Regione paga 893.598,25 euro al mese per 179 vitalizi a ex deputati. Nella lista, che pubblichiamo integralmente nella scheda a destra (l’Ars è una delle poche istituzioni a livello nazionale che l’ha messa sul sito, ma senza gli importi singoli) i pensionati più ricchi, con oltre 10mila euro lordi al mese, sono: Mario Fasino, ex democristiano 95enne, già presidente della Regione e dell’Ars, deputato per 8 legislature; Mario Mazzaglia, classe 1929, socialista ennese con 6 mandati e un incarico di assessore alla Sanità dal 1976 al 1978; Gaetano Trincarato, dc agrigentino, in sella ininterrottamente dal 1967 al 1996. Questa è la punta dell’iceberg, perché ci sono assegni di “appena” 2.400 euro mensili.

 

Ma ci sono i super pensionati, quelli che cumulano i vitalizi palermitani con quelli romani, alla Camera o al Senato. Possibilità esclusa per il futuro da un regolamento dell’Ars, ma consentita – e liquidata – a chi i requisiti li aveva già. In tutto 20 ex deputati (si vedano le schede fotografiche accanto) fra cui molti ancora a tutti gli effetti protagonisti diretti o spin doctor della politica siciliana. Da Nicola Bono, ex deputato di An classe 1952 (4.227 euro lordi dall’Ars, più 5mila dalla Camera) al mitico ex comunista Emanuele Macaluso (6.092 euro più 6.939 euro) e al ras democristiano Lillo Mannino (4.973 euro dall’Ars e 5.611 dal Senato) allo storico senatore di Caltagirone, Francesco Parisi (8.890 euro da Sala d’Ercole e 4.169 da Palazzo Madama). E poi i “contemporanei”. A partire da Mirello Crisafulli aspirante e probabile futuro sindaco di Enna (2.598 euro da Roma, 6.338 euro da Palermo) e il suo quasi–collega, Pino Firarrello, sindaco uscente di Bronte, che ha un vitalizio del Senato pari a 5.638 euro al quale somma quello dell’Ars di 4.973 euro. I “giovani”, previdenzialmente parlando, sono Mimmo Sudano (4.932 euro dall’Ars e 2.381 dal Senato) e Rudy Maira, doppio assegno per circa 6 mila euro lordi.

 

È vero che le nuove generazioni sono sempre svantaggiate rispetto al passato. Così i 15 “giovanotti”, deputati che hanno versato con sistema misto retributivo–contributivo, costano soltanto 79.571,90 euro al mese con una media di circa 5mila a testa. Questi i nomi: Giulia Adamo, Roberto Ammatuna, Pino Apprendi, Giovanni Barbagallo, Giovanni Cristaudo, Nino Di Guardo, Massimo Ferrara, Michele Galvagno, Pippo Gianni, Pippo Limoli, Rudy Maira, Francesco Musotto, Guglielmo Scammacca della Bruca, Lillo Speziale e Totò Termine.

 

Infine, il capitolo delle vedove e degli eredi. Un romanzo, raccontato dall’edizione palermitana di Repubblica, spulciando fra i 119 assegni di reversibilità che costano 530.217,88 euro al mese alle casse regionali. C’è l’avvocato trapanese Elios Costa, all’Ars dal 1947 al 1951, con 2mila euro di vitalizio ereditato dalla moglie, c’è l’agricoltore Carmelo Antoci, reduce della guerra d’Africa, due legislature a Palazzo dei Normanni fra il 1947 e il 1955 e un assegno che dal 1978, quando l’ex onorevole morì, arriva alla sorella; ma c’è anche chi a Sala d’Ercole non ha mai messo piede, come Franco Bisignano: primo dei non eletti con il Msi, ma vincitore di una lunga guerra giudiziaria per il seggio ingiustamente non attribuito e dal 1996 viene “eletto” dal Tribunale, con liquidazione e successivo vitalizio alla vedova. E poi una lunghissima lista di eredi anche di presidenti della Regione, fra cui la moglie di Rino Nicolosi (2.400 euro lordi al mese) e il figlio di Giuseppe Alessi (5.900 euro). Rispetto ai 6 milioni spesi per la reversibilità dei deputati regionali del passato remoto, sembrano bruscolini le somme erogate alle mogli di Giacomo Di Benedetto e Ignazio Marinese, due contribuenti pro rata (sistema misto fra retributivo e contributivo), alle quali l’Ars versa in tutto 4.434,62 euro lorde al mese. Quasi come fossero delle sfigatissime vedove con l’assegno dell’Inps.

 

ECCO L’ELENCO DEGLI EX DEPUTATI CHE INCASSANO VITALIZI DIRETTI

L’elenco dei 179 ex deputati regionali destinatari di vitalizi “diretti” con il relativo importo:

Accardo Michele 3108,58 Aiello Francesco 6838,88 Alaimo Bernardo 6838,88 Amata Francesco 4973,73 Arnone Mario 3108,58 Aulicino Armando 4973,73 Barba Alfonso 4973,73 Barbera Giovanni 3108,58 Basile Giuseppe 6838,88 Basso Francesco 3108,58 Battaglia Giovanni 4973,73 Battaglia Maria Letizia 3108,58 Bellafiore Vito 3108,58 Bisignano Franco Antonio 3108,58 Bono Nicola 4227,67 Bosco Camillo 8704,02 Bosco Mario 3108,58 Brancati Benedetto 4973,73 Burgaretta Aparo Sebastiano 6838,88 Calanna Nunzio 3108,58 Caltagirone Salvatore 3108,58 Campione Giuseppe 6838,88 Cantone Biagio 3108,58 Capitummino Angelo 8704,02 Carullo Antonio 3108,58 Catania Franco 4973,73 Cavallaro Mario 3108,58 Chessari Giorgio 8704,02 Cipolla Nicolò Rosario 6838,88 Coco Mariano 3108,58 Coco Vincenzo 3108,58 Colajanni Luigi Alberto 1865,15 Colombo Luigi 4973,73 Confalone Giancarlo 4725,04 Corallo Salvatore 8704,02 Costa Vincenzo 6838,88 Crisafulli Vladimiro 6838,88 Cristaldi Nicolò 8704,02 Culicchia Vincenzino 7957,96 D’Acquisto Mario 9077,05 D’Agostino Giuseppe 3108,58 D’Antoni Sergio Antonio 3108,58 D’Urso Somma Giuseppe 3108,58 Damagio Saverio Emanuele 3108,58 Damigella Patrizio 4973,73 Davoli Giovanbattista 3108,58 Di Bennardo Emanuele 3108,58 Di Stefano Giuseppe 3108,58 Drago Giuseppe 4973,73 Errore Angelo 6838,88 Fasino Mario 10880,03 Ferrara Arturo 6838,88 Ferrari Liborio 3108,58 Ficarra Anna Maria 3108,58 Firrarello Giuseppe 4973,73 Fleres Salvatore 8704,02 Foti Vincenzo 4973,73 Franco Giuseppe 3108,58 Galasso Alfredo 3108,58 Galletti Giuseppe 6838,88 Gentile Raffaele 4973,73 Gentile Rosalia Teresa 4973,73 Germanà Antonino (di An.) 3108,58 Giacalone Vito 4973,73 Giambrone Vincenzo 3108,58 Giannone Giuseppe 3108,58 Giannopolo Domenico 4973,73 Giubilato Salvatore 4973,73 Giuliana Francesco G. 6838,88 Giuliano Gaetano Carlo 4973,73 Gorgone Francesco Paolo 6465,85 Granata Benedetto 6838,88 Grillo Morassutti Salvatore 7211,91 Grillo Salvatore 8704,02 Grimaldi Ugo Maria 3108,58 Guarnera Vincenzo 4973,73 Gulino Luigi 4973,73 Gurrieri Alfredo 3108,58 Gurrieri Sebastiano 3108,58 Iocolano Paolo 8704,02 La Corte Gioacchino 3108,58 La Grua Saverio 3108,58 La Placa Vittorino 3108,58 La Porta Francesco 4973,73 La Russa Angelo 7211,91 Laudani Adriana 6838,88 Lauricella Giuseppe 3108,58 Leanza Salvatore 6838,88 Leone Vincenzo 4973,73 Libertini Mario 3108,58 Liotta Santo 4973,73 Lo Certo Sebastiano 3108,58 Lo Curzio Giuseppe 8704,02 Lo Giudice Calogero 7957,96 Lo Giudice Vincenzo 4973,73 Lo Porto Guido 4725,04 Lo Turco Salvatore 3108,58 Lombardo Antonino 6838,88 Lombardo Raffaele 4973,73 Lombardo Salvatore 4973,73 Macaluso Emanuele 6092,82 Magro Francesco 4973,73 Mancuso Giuseppe 3108,58 Mannino Calogero 4973,73 Mannino Pasqualino 3108,58 Manzullo Giovanni 6838,88 Marchione Serafino 3108,58 Marconi Marina 3108,58 Marino Giovanni 6838,88 Martino Federico 3108,58 Martino Francesco 8704,02 Martorana Federico 3108,58 Mazzaglia Mario 10258,31 Mercadante Giovanni 3108,58 Messina Antonino 6838,88 Mezzapelle Paolo 3108,58 Morinello Salvatore 4973,73 Moschetto Angelo 3108,58 Motta Carmelo 4973,73 Mulè Sergio 4973,73 Natoli Salvatore 9636,60 Nicolosi Nicolò 6838,88 Ordile Luciano 9636,60 Ortisi Egidio 6838,88 Paffumi Angelo 3108,58 Palazzo Renato 3108,58 Palillo Giovanni 4973,73 Parisi Francesco 8890,54 Parisi Giovanni 6838,88 Paternò Di Roccaromana A. 3108,58 Pellegrino Bartolomeo 6838,88 Petrotta Giovanni 3108,58 Pezzino Giovanni 3108,58 Pezzino Vincenzo 3108,58 Piccione Nicolò 4973,73 Piccione Paolo 6838,88 Pignataro Giuseppe 3108,58 Piro Francesco 6838,88 Pizzo Pietro 5346,76 Placenti Salvatore 8704,02 Plumari Salvatore 8704,02 Prestipino Giarritta G. pe 4973,73 Provenzano Giuseppe 3108,58 Pullara Leopoldo 4973,73 Purpura Sebastiano 4973,73 Ragusa Giuseppe 3108,58 Ricevuto Giovanni 3108,58 Ricotta Michele 3108,58 Risicato Elio 4973,73 Rosano Angelo 4973,73 Rosso Sebastiano 3108,58 Rubino Raffaello 4973,73 Russo Michele 9636,60 Saladino Gaspare 4973,73 Sanzarello Sebastiano 4973,73 Saraceno Carmelo 3108,58 Sbona Sebastiano 3108,58 Scalici Antonino 4973,73 Segreto Giuseppe 3108,58 Seminara Antonio 3108,58 Silvestro Gioacchino 4973,73 Sottosanti Fulvio S. re 3108,58 Spagna Fausto 4973,73 Speranza Bartolo 3108,58 Spoto Puleo Sebastiano 3854,64 Stancanelli Raffaele 6838,88 Sudano Domenico 4973,73 Susinni Biagio 4227,67 Toscano Giuseppe 3108,58 Trimarchi Giovanni 3108,58 Trincanato Gaetano 10258,31 Tringali Paolo 3108,58 Tumino Carmelo 4725,04 Tusa Antonio 4973,73 Valastro Sebastiano 4973,73 Villari Giovanni 5719,79 Virlinzi Gaetano 3108,58 Vizzini Gioacchino 6838,88 Zago Salvatore 8704,02 Zizzo Pietro 3108,58.

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