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Voto di scambio, Ars deserta dopo la bufera

Voto di scambio, Ars deserta dopo la bufera Poca voglia di parlare dei deputati arrestati

Ferrandelli: «Casta fa quadrato». Crocetta: «Restano zone grigie»

Ferrandelli: «Casta fa quadrato». Crocetta: «Restano zone grigie»

Voto di scambio, Ars deserta dopo la bufera Poca voglia di parlare dei deputati arrestati

PALERMO - Testa bassa e poca voglia di parlare a Palazzo dei Normanni all’indomani degli arresti di Nino Dina e Roberto Clemente, i due deputati regionali arrestati ieri dalla Guardia di finanza per corruzione elettorale. Il Palazzo è deserto, gran parte dei parlamentari è in giro per la campagna elettorale delle amministrative di domenica prossima. Un dipendente nel corridoio parlamentare allarga le braccia: «Ne abbiamo viste tante, gli arresti? Anche questo è già capitato». In commissione Bilancio, dove i finanzieri ieri hanno controllato i computer e sequestrato documenti, i funzionari preferiscono non parlare.  

 

Nino Dina non si è ancora dimesso da presidente come hanno chiesto ieri i deputati 5stelle. Al suo posto, in attesa del provvedimento di sospensione di Palazzo Chigi, il vice presidente vicario Vincenzo Vinciullo. «Sono esterrefatto - dice Vinciullo - dopo la pausa elettorale convocherò la commissione, ci sono leggi importanti da approvare come quella sull’acqua».  

 

«Qui funziona ancora il concetto di casta - afferma Fabrizio Ferrandelli del Pd - Come dire, oggi è capitato a Dina domani può capitare a ognuno di noi. Conosco bene i quartieri più poveri di Palermo, io non ho mai promesso né prometto posti di lavoro».  

 

Altri deputati mantengono un profilo basso. «Quasi quasi chiudo la mia segreteria, capita che qualcuno ti chieda un posto di lavoro... », commenta amaro un parlamentare. Sabato la capigruppo, convocata dal presidente Giovanni Ardizzone, discuterà del rinnovo delle commissioni parlamentari. Angela Foti del M5s è netta: «Dina proviene dall’esperienza Cuffaro, ha governato la commissione con vecchie logiche - afferma - Basta, bisogna chiudere col passato. Per guidare la commissione Bilancio serve un nome nuovo, meglio che non sia palermitano, a Palermo si concentrano milioni di euro, pensiamo alla vicenda degli ex Pip».  

 

L’Ars tornerà a riunirsi il 9 giugno dopo il “silenzio elettorale”. Ferrandelli ieri aveva chiesto di interrompere la pausa «per dare un segnale. Ardizzone ha convocato i capigruppo? Avrebbe fatto meglio a mettere all’ordine del giorno il ddl sul Codice etico. E può ancora farlo».  

 

«Nessuno osi mettere in discussione l’autorevolezza, l’autorità, la garanzia di democrazia che l’Ars rappresenta. Non è questo il momento di strumentalizzazioni politiche a fini elettorali» dice invece il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino. «Tutti siamo indignati per quanto è accaduto - ha aggiunto - e sentiamo il bisogno che si faccia chiarezza al più presto».  

 

Anche perché se è vero ciò che ha detto Crocetta, ovvero che «è riduttivo pensare che il voto di scambio si limiti a soli due deputati» e che «ci sono ancora zone grigie in politica e anche all’Ars», la necessità di fare chiarezza diventa urgentissima. Per far sì che le zone grigie, le ombre, le nubi si diradino.

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