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Miccichè, altra frenata su Musumeci candidato: «Ai moderati non piace»

Il coordinatore siciliano di Forza Italia: «Regionali, si vince allargando il perimetro della coalizione»

Miccichè, altra frenata su Musumeci candidato: «Ai moderati non piace»

Nello Musumeci, Gianfranco Miccichè

Riposta in soffitta l’ipotesi delle elezioni primarie, che avrebbero dovuto svolgersi domenica prossima, per Miccichè, «comunque il nostro candidato alla presidenza della Regione dovrà essere espressione del Centrodestra, meglio se un politico. Per me andrebbe benissimo Nello Musumeci, ma, è noto, nella coalizione c’è chi lo giudica troppo di Destra per potere rappresentare l’ampia fascia di elettori moderati. Io non avrei alcuna remora». Miccichè avrebbe voluto candidare alla presidenza della Regione, l’ex ministra Stefania Prestigiacomo che, però, ha declinato il pressante invito. Un “gran rifiuto”, confermato anche al cronista pochi giorni fa.

Non è un mistero che l’ex presidente della Regione, Toto Cuffaro, è uno degli sponsor dell’ex rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, che non trova analogo apprezzamento in Miccichè. «Quando si comincerà a parlare di candidature - ha continuato Miccichè - esamineremo le candidature possibili. Non mi pare che ci sia tutta questa fretta. Capisco che qualcuno, come Pagano voglia mettersi in competizione con me, ma non ne vedo la ragione».

Micciché, anche alla luce dei sondaggi a livello nazionale che vedono Forza Italia superare la Lega di Salvini, si dice ottimista. «Però - ha continuato - è bene non dimenticare che in Sicilia il Centrodestra è Forza Italia». Come dire, potete fare tutti gli incontri e le riunioni che volete, ma senza Forza Italia, Udc e Cantiere popolare non c’è Centrodestra. Ma questo lo diranno gli elettori il giorno delle votazioni. Angelo Attaguile, da parte sua, ha vaticinato un ipotetico 15% della lista comune tra Lega e Fratelli d’Italia. «Per vincere - ha concluso Micciché - bisogna allargare il perimetro della coalizione e ci vuole una candidatura che sia eventualmente condivisa dai nuovi possibili alleati che potrebbero essere coinvolti nel nostro progetto politico».

Non a caso si guarda con grande attenzione a quanto sta accadendo a Trapani, dove tra i candidati a sindaco c’è anche il senatore di Forza Italia Antonio D’Alì, che ha ottenuto l’appoggio del deputato regionale Nino Oddo, che era stato eletto nel listino di Rosario Crocetta (“La rivoluzione è cominciata”), passato poi al Psi che all’Ars ha creato un intergruppo con Sicilia Futura, che sosterrà, invece, il candidato a sindaco del Pd, Pietro Savona. In ogni caso, non si muoverà foglia fino alle elezioni amministrative di Palermo. Sarà il risultato che uscirà dalle urne l’11 di giugno a determinare alleanze, anche inedite. E candidature.

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