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Regione, corsa all'Ars per approvare la Finanziaria “dimagrita”

Alcune norme stralciate, altre di ritorno e altre ancora rinviate a un ddl collegato. La manovra va approvata definitivamente entro il 30 aprile

Regione, corsa all'Ars per approvare la Finanziaria “dimagrita”

PALERMO - Una finanziaria ultra snella, 16 articoli in tutto, per riuscire ad approvare la manovra entro il 30 aprile. La proposta avanzata dal vicecapogruppo del Pd, Giovanni Panepinto, è stata condivisa dalla Conferenza dei capigruppo dell’Ars che ha pure stabilito di approvare 12 articoli della finanziaria e 4 articoli del cosiddetto “collegato” alla stessa finanziaria, entro sabato. Quindi, alcune norme che erano stralciate dal presidente Giovanni Ardizzone sono tornate nel disegno di legge di stabilità, mentre alcune norme del ddl di stabilità (finanziaria) sono state rinviate al “collegato”.

 

In ogni caso, il presidente dell’Ars, Ardizzone, ha garantito che il “collegato”, «sarà incardinato, prima del voto finale su bilancio e finanziaria». Il rimpallo di norme da un disegno di legge all’altro, dovrebbe consentire di superare le questioni più spinose, rinviandole ad un esame successivo al 30 aprile, cioè quando non ci sarà più la tagliola del tempo.

 

Già enatro questa notte quindi potrebbe finire la maratone per approvare gli articoli: 1, 2, 3, 6, 8, 12, 13, 15, 22, 23, 26, 34. Si tratta delle norme della finanziaria relative a comuni, province, finanziamenti leggi di spesa, enti in liquidazione, società partecipate, consorzi di bonifica, Fondo pensioni e immobili, disabili, Asu e Lsu, sportellisti, norma sulla trasparenza per gli appalti e i subappalti e Aras. Le 4 norme del “collegato”, transitate nella finanziaria, sono gli articoli: 7, 35, 61 e 68 e riguardano, invece, i fondi comunitari e l’articolo che dà la possibilità di spendere fino al 30 giugno i fondi dell’ex Tabella H.

 

Nonostante l’intesa per ridurre all’essenziale le norme della finanziaria, a Sala d’Ercole, comunque il dibattito è stato piuttosto serrato, in particolare sull’art.13. Che è quella norma che prevede l’acquisto da parte del Fondo pensioni regionale l’acquisto di alcuni immobili, sedi di assessorato, che La Regione negli anni passati aveva venduto e che contemporaneamente aveva preso in affitto per mantenervi i suoi uffici. Con questa operazione, il Fondo pensioni regionale acquisterebbe alcuni immobili per circa 170 milioni di euro, mentre erano stato venduti per circa 195 milioni di euro. Ciò perché il mercato immobiliare è in ribasso. Questi edifici sono affittati alla stessa Regione che paga annualmente circa 20 milioni di affitto, garantendo al Fondo un valore medio superiore del 50% ai suoi investimenti, passando dall’attuale 3% al 4,5%. Di contro la Regione, per due anni, non verserebbe al Fondo pensioni circa 59 milioni l’anno di Tfr: 118 milioni che sarebbero utilizzati per l’assistenza ai disabili gravissimi.

 

Un’operazione complessa sulla quale il capogruppo di Mpa, Roberto Di Mauro, ha chiesto di fare chiarezza, a cominciare dalla stima del valore di questi immobili. Il “grillino” Giancarlo Cancelleri, da parte sua sua, ha rilevato che non c’è bisogno di una legge per dire al Fondo pensioni come deve investire i suoi soldi. Ponendo anche un’altra questione: in che stato sono ridotti questi immobili e quanto bisogna investire per renderli sicuri?

 

Dopo lo stallo dei giorni scorsi, ieri, sono stati approvati: l’art.1 che destina 340 milioni di euro ai comuni dei quali il 10% obbligatoriamente ai disabili gravissimi. E’ stato approvato anche un emendamento, che destina 1 milioni 700 mila euro per i comuni colpiti dalla cenere lavica. L’art.2 che dota le ex province di 91 milioni di euro, destinato al pagamento degli stipendi dei dipendenti. E’ stato approvato pure, l’articolo 6 della finanziaria che prevede norme per gli enti regionali in liquidazione, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l’Arsea, l’Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura. La norma prevede che per gli enti soppressi e in liquidazione, la Regione non risponderà delle "passività eccedenti l’attivo della singola liquidazione". In sostanza, se il patrimonio dell’ente non basterà a pagare i debiti, la Regione non interverrà in aiuto. Ora l'obiettivo è approvare tutti gli altri articoli e incardinare il collegato»

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