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Ddl sui Comuni, l’Ars approva emendamento

Ddl sui Comuni, l’Ars approva emendamento che taglia del 20% rimborsi e indennità

La norma prevede un riduzione complessiva del 20% 

La norma prevede l’equiparazione tra Comuni grandi e piccoli

Ddl sui Comuni, l’Ars approva emendamento che taglia del 20% rimborsi e indennità

PALERMO - È stato approvato all’Ars, con voto segreto, l’emendamento del ddl sui Comuni, presentato dall’esponente dell’opposizione Nello Musumeci. La norma prevede l’equiparazione della riduzione dei consiglieri comunali sia nei piccoli Comuni che nei grandi Comuni: in ogni caso il taglio sarà del 20%.

 

«La rappresentanza consiliare ha lo stesso valore, a prescindere dalla popolazione che rappresenta - ha detto Musumeci, esprimendo soddisfazione per l’approvazione della norma - è una questione di dignità democratica, non possono esservi differenze tra Comuni grandi e piccoli, in questo senso ci sembra corretto il contenuto dell’emendamento, sul quale c’è stata ampia convergenza, anche nella maggioranza».   Dopo lo scandalo “gettonopoli” che, partito da Agrigento, ha via via investito tantissimi Comuni siciliani facendo aumentare l’insoddisfazione dei cittadini verso la politica, il cosiddetto ddl sui Comuni, che in nome della spending review dovrebbe tagliare gettoni di presenza, rimborsi e indennità varie, è uno di quei provvedimenti più attesi dalla gente.

 

Circa un mese fa era però stato “congelato” in attesa delle elezioni amministrative che si sono svolte anche in tanti centri siciliani. Terminata la consultazione elettorale, compresi i ballottaggi, l’Ars è tornata ad affrontare l’argomento. Gianfranco Vullo, parlamentare regionale del Pd, intervenendo all’Ars nel corso del dibattito d’aula sul ddl sugli enti locali, ha detto di essere «favorevole alla riduzione della spesa per gli amministratori locali, quello del consigliere comunale non è e non deve essere un “mestiere”» ma ha aggiunto di essere «contrario, però, alla diminuzione del numero dei consiglieri: la democrazia, più è partecipata meglio è». Secondo Vullo, «in un momento come questo nel quale la crisi della politica ha modificato profondamente il ruolo dei partiti - ha aggiunto Vullo - i consigli comunali possono rappresentare una vera e propria palestra della democrazia e luogo di confronto a 360 gradi. Per questo sono contrario alla diminuzione del numero dei consiglieri e degli assessori, previsto nel ddl: se il punto è il risparmio complessivo, si può raggiungere tagliando rimborsi e indennità. I miei emendamenti al ddl in discussione all’Ars andranno in questa direzione».  

Ars, si va verso il rinnovo delle commissione

Si va intanto verso il rinnovo delle sette commissioni parlamentari dell’Ars, come indicato dal regolamento interno dell’Assemblea, che dopo il primo biennio dall’inizio della legislatura prevede una modifica della composizione degli organismi di Palazzo dei Normanni. Con una nota ai gruppi parlamentari, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha chiesto di indicare entro il 24 giugno i nomi dei deputati regionali che andranno a comporre ciascuna commissione, in numero diverso rispetto a quella iniziale per via della nuova geografia politica di Sala D’Ercole.   Alle commissioni esistenti, si aggiunge la commissione Speciale per lo Statuto, di nuova costituzione, che sarà formata da 13 deputati. Il numero dei componenti è così ripartito: il Pd sarà rappresentato da quattro parlamentari, il M5S da due, mentre Udc, Ncd, Fi, Pdr, Sicilia Democratica, Grande Sud-Pid e Misto ciascuno da un solo parlamentare. Sarà il voto dell’aula dare il via libera al nuovo assetto delle commissioni parlamentari.

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