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Primare Pd, in Sicilia vince Renzi (65%) ma scoppia il caso dei gazebo di Gela

Nella città di Crocetta un seggio "occulto" ha provocato l'annullamento del voto da parte della commissione nazionale ma si è continuato ad esprimere le preferenze per la segreteria del partito

Primare Pd, in Sicilia file ai seggi fino a sera ma scoppia il caso dei gazebo di Gela

PALERMO - In Sicilia fino atarda sera c'erano ancora molte le persone in coda per votare ai seggi per l’elezione del segretario nazionale Pd. Nell'Isola hanno votato oltre centomila persone e a spoglio ancora in corso le proiezioni sulle percentuali dei tre candidati in Sicilia dicono Renzi al 65%, Orlando al 21% ed Emiliano al 14%. Numeri in linea con quelli nazionali e buona affluenza ai seggi anche nell'Isola affluenza che però ha creato anche anche situazioni difficili come a Gela - comune del governatore Rosario Crocetta che è stato sindaco della cittadina - dove sono dovuti entrare in azione i carabinieri per evitare che dalle parole si passasse ai fatti a causa di un seggio «occulto». Uno scontro originato dalla decisione del presidente dell’unico seggio cittadino allestito in un gazebo, di aprire una quinta urna all’interno dell’adiacente sede Pd. I voti dell’urna aggiuntiva sono stati annullati, ma questo non ha evitato che la commissione nazionale annunciasse l'annullamento di tutti i voti, anche se la fila al gazebo è proseguita fino a sera. E la mozione Emiliano ha già annunciato ricorso contro la decisione della commissione. 

 

Anche perché a Gela (secondo i voti annullati dalla commissione nazionale e senza quelli espressi nella postazione contestata)è risultato vincitore Andrea Orlando con 1347 voti pari al 51,68%. Emiliano ha ottenuto il 30,9% e Renzi il 17,42%. I votanti sono stati 2561.

 

Il segretario cittadino dei Dem, Peppe Di Cristina, dice di non avere ricevuto alcuna comunicazione da Roma. «Mi ha telefonato, da Caltanissetta il coordinatore della commissione provinciale di garanzia, comunicandomi la scelta del partito. Ma qui - spiega, Di Cristina - la gente sta votando massicciamente, con file lunghissime che dimostrano la grande partecipazione democratica a questa nostra consultazione elettorale».

  

«Come si fa a dire a centinaia di persone "Fermi tutti! Non si vota più, andatevene a casa"?. E tutto questo per una cinquantina di voti che peraltro, dopo la contestazione, sono stati sigillati e annullati». «Sul nulla si è creato artatamente un caso-Gela», aggiunge il segretario locale Pd.

 

Daniela Cardinale, deputata Pd e capolista della mozione Renzi per le province di Caltanissetta ed Enna, ha è stata molto dura sul caso Gela. «La creazione di un seggio occulto ha detto - inquina le primarie del Pd di Gela e ripete, ad opera degli stessi personaggi di sempre, comportamenti tendenti a modificare nelle urne la volontà degli elettori e a coartare la libertà di voto. Condivido la risposta ferma e decisa di quanti hanno sottoscritto formale denuncia dei fatti alla magistratura e con loro attendo l’esito delle indagini che sicuramente saranno serie e veloci». 

 

Riferendosi alle dichiarazioni di Daniela Cardinale, il segretario locale Pd Di Cristina dice: «Non prendo lezioni di democrazia da Cardinale, che non mi risulta sia mai venuta a una riunione della direzione provinciale del Pd. Oggi mentre a Gela si vota con migliaia di persone in piazza, all’aperto, a Mussomeli, la sua città, si vota nel chiuso di una stanza sede di Sicilia Futura, movimento fondato e diretto da suo padre».

 

Intanto a Palermo, a metà circa dello spoglio in città Matteo Renzi è al 70%, Andrea Orlando al 20% e Michele Emiliano al 10%. 

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commenti 1
  • massiveattack77

    01 Maggio 2017 - 08:08

    Che attività ludica-farsesca....

    Rispondi

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