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Crocetta duella con Renzi per il microfono

Crocetta duella con Renzi per il microfono: «Non abbiamo bisogno dei soloni di Roma»

Il governatore ha bloccato il premier durante la direzione PD sul Sud

Crocetta duella con Renzi per il microfono: «Non abbiamo bisogno dei soloni di Roma»

Siparietto alla direzione del Pd sul Mezzogiorno. Protagonista il presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta. Il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva raggiunto il microfono per chiudere l'incontro e a quel punto Crocetta ha chiesto di poter prendere la parola, lamentando di non essere stato mai ascoltato alla direzione del Pd. Segue un momento di confusione con qualche malumore soprattutto da parte del governatore siciliano. Interviene Matteo Orfini che invita Crocetta a parlare, poi anche Renzi cede la parola a Crocetta «Non voglio togliere spazio al presidente Crocetta» ha detto il premier prima di lasciargli il microfono.

«A Renzi – ha esordito il governatore - vorrei dire: cosa fa Obama rispetto alle tre aree più degradate del paese? Non manda assistenzialismo. Non ne vogliamo di assistenzialismo. Mandiamo qualcuno che fa una società di comunicazione o risolviamo con la banda larga? È meglio se diciamo agli imprenditori: venite e vi defiscalizziamo. Non abbiamo bisogno dei soloni di Roma e, forse, neanche di quelli di Milano».

Crocetta ha poi continuato il suo intervento spostando l’accento sul tema dei fondi per coprire il gap strutturale. «Ci vogliono 50 miliardi di euro per strade e ferrovie. Noi abbiamo 5 miliardi e mezzo di fondi europei in 3 anni. Siamo passati da una rendicontazione dell'80% in due anni, con il mio governo. Quello che ti viene riferito, segretario, spesso è sbagliato. Io vorrei dire al segretario che non voglio rappresentare il Sud del lamento – ha concluso il governatore - ma il Sud e la Sicilia dell'orgoglio. La classe dirigente vuole crescere, ma rivendica in modo appassionato un'identità storica e culturale. Qui sotto ci sono i lavoratori di Termini Imerese che da anni aspettano risposte. Parlo di un Sud che quanto arrivano gli immigrati non li caccia, ma li accoglie, gli dà da vesrire e mangiare, il sud che ha una città come Mazara del vallo che ha 20 mila tunisini e non ha costruito muri, un sud che spende soldi per l'accoglienza e non riceve nulla in cambio» 

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