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Pd Sicilia, Raciti: «Allargare coalizione anche a forze fresche»

Alla direzione regionale del partito, il segretario parla della situazione del governo Crocetta («questa è una crisi di crescita» ) e delle elezioni regionali: «I moderati i nostri interlocutori»

Defunti nelle liste del Pd? Commissariato circolo di Ribera

Fausto Raciti, segretario regionale Dem

PALERMO - «La stagione che tra decine di errori a volte imperdonabili abbiamo vissuto ci ha lasciato un quadro della Sicilia diverso, sul piano dei conti, dell’autonomia, dei rapporti con lo Stato, dei risultati conseguiti. Su questo rivendico le scelte che abbiamo fatto fino a questo momento». Lo ha detto il segretario regionale del Pd siciliano, Fausto Raciti, alla direzione regionale del partito a Palermo.

 

«Dobbiamo metterci nelle condizioni di affrontare la prossima campagna elettorale valorizzando quello che siamo riusciti a fare - ha aggiunto -. Quando abbiamo fatto la scelta di formare un governo politico abbiamo interpretato quel passaggio non come un adeguamento dei pesi interni del Pd e di stabilizzazione del quadro politico e neppure come un tentativo di commissariamento della Presidenza della Regione come qualcuno ha detto. Ma come volontà di superare una stagione, come tentativo di allargare il campo delle forze con noi protagoniste, chiudendo una fase di incertezze. Quel tentativo ha trovato il suo primo inveramento nelle amministrative», ha detto ancora concluso Raciti.

 

Raciti è tornato a parlare delle primarie per la scelta del candidato governatore alle elezioni d’autunno, invocate nell’Isola soprattutto dai renziani guidati da Davide Faraone: «Il Pd non cerca alibi, scuse o una gomma da cancellare -ha spiegato il segretario siciliano dei Dem -  ma è alla ricerca di un percorso per fare alla Sicilia un passo in avanti. Ed è questa la ragione per cui per lungo tempo rispetto a una richiesta sostanzialmente unanime del Pd di indire immediatamente le primarie ho avuto un po' di prudenza. Perché non possiamo correre il rischio di sacrificare su nessun altare la nostra capacità di essere attrattivi».

 

«La richiesta che c'è oggi da parte delle altre forze politiche - ha sottolineato Raciti - è quella di una discussione, di un confronto, la necessità di non consumare tutto come se il dibattito all’interno del Pd fosse di per sé esaustivo. E necessaria una discussione più vasta. Siamo pronti a discutere e a confrontarci sul progetto complessivo per non esaurire tutto in un dibattito doroteo. Abbiamo davanti a noi due scenari: o spezzettare il campo in un certo numero di liste oppure provare ad allargare ad energie nuove e aria fresca. Il consenso politico del Pd aumenta se ha la capacità di chiamare forze esterne al proprio perimetro. E i moderati devono essere i nostri interlocutori per progettare il futuro».

 

A proposito della scelta dei Centristi per l'Europa e di Alternativa Popolare di uscire dal governo regionale, il segretario regionale del Partito Democratico sottolinea che entrambi i soggetti politici «non intendono compromettere il rapporto col Pd, che vedono come un interlocutore per il futuro». 

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