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Alfano e Boldrini alla messa in onore del generale Dalla Chiesa

Alfano e Boldrini alla messa in onore del generale Dalla Chiesa La figlia Rita, mio padre vittima di serie B

Anche il ministro dell’Interno, Alfano, è Laura Boldrini alla cerimonia

“Crocetta assente? Forse è in vacanza? ”
Alfano e Boldrini alla messa in onore del generale Dalla Chiesa La figlia Rita, mio padre vittima di serie B
“Ho sempre avuto la netta sensazione che mio padre, amatissimo in tutta Italia, a Palermo sia sempre stato considerato una vittima di serie B rispetto a chi ha pagato con la vita per difendere la Sicilia e i siciliani. Forse perchè non era siciliano... “. Lo ha detto Rita Dalla Chiesa a margine della cerimonia di commemorazione per il padre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa in corso a Palermo. “Ma è anche vero - ha aggiunto la conduttrice televisiva - che da quando è morto mio padre è cambiato molto perchè da quella famosa sera del 3 settembre di 33 anni fa, secondo me, i siciliani hanno iniziato a capire e a ribellarsi“. Rita Dalla Chiesa ha comprato di recente un appartamento nella piazza di Mondello, a Palermo: “Mi sono detta che è una scelta giusta perchè mio padre e mia madre amavano moltissimo Palermo -dice- e poi perchè qui lo sento più vicino che da altre parti“. Poi, ha aggiunto: “Amo molto poco le commemorazioni, per alcuni c‘è molto di vero e per molti altri no“. E una stoccata, dall’ex conduttrice di Forum, arriva anche al governatore siciliano. “Crocetta assente? Ah sì, non me ne ero accorta - ha detto Dalla Chiesa -. Forse è in vacanza? Non so, me lo chiedo“ Alla cerimonia, celebrata nella chiesa di San Giacomo dei Militari, all’interno della Caserma sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia, hanno preso parte anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano e il presidente della Camera Boldrini. In prima fila anche le figlie del generale Dalla Chiesa, Simona e Rita. Il numero uno del Viminale ha avuto parole di elogio per il generale eroe dell’antimafia definendolo “un grande uomo, un grande carabiniere e un grande prefetto. Fu punito non per le cose che aveva già fatto a Palermo, ma per quelle che si pensava che avrebbe fatto: è stato un omicidio quasi a prevenire tutta l’azione di bonifica che si pensava Dalla Chiesa avrebbe fatto”. Alfano ha anche parlato, nell’occasione, delle indagini su Mafia Capitale e del ruolo del procuratore capo di Roma. “ La forza del procuratore di Roma Pignatone - ha detto il ministro - è stata quella di avere affermato che la mafia non è un’organizzazione di coppole storte con ‘sede legalè a Corleone, ma è un metodo, quindi ciò che viene definito ‘mafia capitale’, non è un’organizzazione criminale aderente a cosa nostra ma l’utilizzo del metodo intimidatorio previsto dal 416 bis”. Più istituzionale, invece, l’intervento di Laura Boldrini che ha invitato i presenti a custodire l’insegnamento del generale Dalla Chiesa. “fu uno dei primi a comprendere pienamente la necessità di combattere la mafia in modo globale - ha detto il presidente della Camera - affiancando all’azione investigativa e repressiva una capillare azione culturale” “Ciò lo portò nelle scuole e nei luoghi di lavoro a parlare di legalità e di onestà, di senso dello Stato edi lealtà verso le Istituzioni - ha aggiunto Boldrini - era un modo per comunicare con la Sicilia più illuminata e sensibile, per convincerla che un nuovo modello civile e culturale, distante dalla logica dell’omertà e della rassegnazione, fosse non soltanto auspicabile ma anche possibile. Tutti noi italiani abbiamo il dovere di custodire e di mettere in pratica quotidianamente questo insegnamento, ciascuno nei propri ambiti di competenza e di responsabilità.

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