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Matteo Salvini al Cara di Mineo:

Matteo Salvini al Cara di Mineo: «Renzi e Alfano due incapaci. Dove sono? »

«Qui ci sono cento milioni di euro buttati via» / FOTO

«Il segretario del Pd e il ministro dell’interno sono due incapaci incollati alla poltrona. Dove sono? Renzi e Alfano non li vedo, non li ho visti a Palagonia: fossi in loro mi vergognerei». Questo l’intervento di Matteo Salvini, prima della visita al Cara di Mineo. Il leader della Lega è giunto al centro d’accoglienza, per una visita ispettiva assieme al segretario della Commissione nazionale antimafia, Angelo Attaguile.

La visita segue il barbaro omicidio dei due coniugi di Palagonia per il quale è stato fermato un 18enne ivoriano, ospite del Cara dallo scorso giugno. «Questa struttura - ha continuato Salvini - fu aperta in maniera provvisoria quando c’era la guerra in Libia, ma poi doveva essere chiusa». Questa la replica sul fatto che l’apertura fosse stata fatta ad opera del suo collega di partito Roberto Maroni. «Che il Cara debba essere chiuso - ha continuato - lo chiedono anche il quotidiano dei vescovi, Cinque Stelle e Forza Italia, mancano soltanto Gesù bambino e i marziani. È una vergogna a cielo aperto, la cui gestione ha coinvolto perfino le cooperative di Mafia Capitale».

«Qui - continua - ci sono cento milioni di euro buttati via. Oggi mi farò dare le nazionalità delle persone ospiti e vedremo quanti sono i migranti ospiti che scappano veramente dalla guerra. Ad oggi sono presenti 3.042 ospiti, di cui 2.900 uomini. Sulle nazionalità lascio a voi giudicare. Tra Eritrea, Libia e Siria ce ne sono due. Solo due ospiti delle nazioni di cui parla l’Europa, per cui l’Europa prevede il diritto d’asilo immediato».

 

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«Il problema di queste e di altre strutture è delle politiche migratorie - ha concluso -. Siano uomini, siano donne, dobbiamo accogliere veramente chi scappa dalla guerra, ma non possiamo svuotare l’Asia e l’Africa pensando di accoglierli in Italia e in Europa per fare il business di chi ci guadagna e ci specula. A chi scappa dalla fame e dalla povertà si dia la canna da pesca non il pesce. Sarebbe più opportuno spendere lì i tre miliardi di euro che stiamo sbattendo via qua, disseminando negli alberghi di mezza Italia quelli che non scappano da nessuna guerra».

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