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Ap, Alfano: «Ci vogliono annientare ma andremo avanti»

Il leader siciliano a Giardini Naxos: «La verità è che Renzi e Berlusconi sanno di non poter vincere, allora da un lato ci trattano come se non esistessimo e dall'altro ci vogliono»

Ap, Alfano: «Ci vogliono annientare ma andremo avanti»

GIARDINI NAXOS (MESSINA) - «Ci attendono mesi faticosi perché tutte le aggressioni di questi mesi adesso sono arrivate all’aggressione finale perché è quella pre-elettorale. Ma noi non ci piegheremo, non ci faremo sottomettere, non ci faremo
annettere. Difenderemo con orgoglio la storia di questi quattro anni. Ci uniremo insieme ad altri e andremo avanti, non per il nostro bene ma per il bene di un Paese che ha bisogno di quest’area politica, di questo centro autonomo e indipendente, forte e coraggioso che noi con tutta la fatica di questi anni siamo riusciti a rappresentare e che siamo convinti di riuscire a rappresentare anche negli anni a venire». Così il leader di Ap Angelino Alfano nellala giornata conclusiva della Summer School di Area Popolare organizzata a Giardini Naxos (Messina) dalla Fondazione Costruiamo il futuro.

«Abbiamo occupato uno spazio politico che tanti vorrebbero occupare, quello di un centro moderato, e noi siamo qui per ribadire che questo centro politico, liberale, moderato, popolare e riformista c'è e ci sarà e nessuno riuscirà a toglierci da quel punto in cui ci troviamo», ha aggiunto Alfano. Che ha spiegato:  «Quel milione di voti lì che i sondaggi stamattina ancora certificano sono esattamente l’oggetto del desiderio perché Renzi non è convinto, non é sicuro di battere Di Maio e perchè Berlusconi non é convinto, non é sicuro di battere Salvini e allora vogliono questi voti per vincere le loro battaglie. Questa è la verità e ciò spiega lo squilibrio tra come veniamo descritti e come veniamo trattati. Veniamo descritti - ha aggiunto - come se fossimo qualcosa che non c'è e veniamo trattati come se fossimo l'oggetto più ambito del desiderio altrui. Noi siamo l’ingombro per una partita che riguarda altri, non riguarda noi e non riguarda neanche il Paese perché il comportamento degli altri non ha nulla a che fare con il Paese, con le esigenze di un’Italia che oggi avrebbe esattamente bisogno di un centro politico, autonomo, liberale, riformatore e popolare distante da questa sinistra e da questa destra».

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