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Il governoe il rispettonon simbolicodelle quote rosa

Il governo e il rispetto non simbolico delle quote rosa

E se le parlamentari italiane fossero tutte incinte? LA RISPOSTA DEL MINISTRO DELLA SALUTE

Il governo e il rispetto non simbolico delle quote rosa

E se le donne d’un tratto fossero tutte incinte? Non le donne del mondo, ci si riferisce semplicemente alle parlamentari italiane.  

Il congedo per maternità per le onorevoli (che al momento viene assimilato alla malattia, e quindi esse risulterebbero, nelle aule, assenti) andrebbe disciplinato. Il capo del governo di sicuro non si è posto questo problema, se non vi lavorerebbe una nottata ed ecco la legge ad hoc. Perché, tanto per parlare di numeri, nelle occasioni delle varie votazioni, specie se delicate e determinanti per la sopravvivenza, rischierebbe non poco. Fedelissime le sue onorevoli Pd o simil-Pd, d’accordo.  

Ma se esse fossero - legittimamente fedeli anche al proprio partner? Bandiamo ogni confusione: fedeli nel senso di assecondare il di lui desiderio di paternità. Uno dice: e be? Che c’è di nuovo? Il nuovo c’è, ed è nel bel numero delle quote rosa. O si appronta una legge che disciplini la cadenza e i turni dello jus generandi, dell’atto “materiale” mirato oppure si farà pazienza se il rischio incombente dovesse tradursi in bomba: di botto tutte in maternità. Anche perché sono in gran parte giovani, carine e nell’età giusta, quella che ad un tratto porta a pensare: meglio non metterci ancora tempo in mezzo. Disgraziati, quei maschietti-maschiacci, loro sempre in giacca e cravatta e sempre pronti per il lavoro.  

Sembra quasi che la politica sia nata per loro, fino al pensiero che, se non esistessero gli uomini, non esisterebbe neanche la politica. E però sembra che il capo del governo ami il rischio, visto che ha assegnato il ministero della Pubblica Amministrazione a Marianna Madia al nono mese di gravidanza. Dimentico, forse, del “fattaccio” del 2010: tre parlamentari antiberlusconi eroine a rischio. Infatti, pur in prossimità di partorire, non hanno inteso far mancare il loro voto. Forse per rivalsa, anche: infatti nel governo Berlusconi l’età quasi sempre “veliniera” delle proprie donne non faceva correre rischi di assenza di voto.  

Da qui, magari, il grido umanitario dell’on. Mogherini (una delle tre eroine, assieme a Bongiorno e Cosenza): che, per parità, tre parlamentari Pdl rinunciassero a votare! Non potendovi fare affidamento, si sfogò con una battuta: disposta persino a sottoporsi a un cesareo, pur di aumentare la percentuale delle possibilità di essere in aula.  

Superati i 40, una dice: «A Re’, ho 43 anni, eh, non intendo rimandare, e poi non ti preoccupare, sono ben protetta, sono pur sempre il ministro della salute, no? ». Ed ecco, pochi mesi fa, due gemelli targati Lorenzin. Insomma, su questo tema, il rispetto pieno e non simbolico della quota rosa terrebbe il governo in bilico. E allora, come Polifemo con le sue pecore, ecco la conta quotidiana delle affidatarie: tizia ha già fatto, caia aspetterà ancora, ecc Anche perché si sente dire in giro che l’esperienza della maternità sia talmente forte e unica da cambiare la vita. In meglio, sicuro, data la grande condizione di gioia profonda, la vera creazione, quella che arriva dal nulla, a sentire i filosofi.  

E se questo stato speciale di pienezza facesse diventare daltonici? Per esempio, confusione di varie sfumature di rosso con varie sfumature di verde (il fisico Dalton non dice se siano o no 50) Tu dici: ma che c’entra il Pd con la Lega. Eh, conviene pensarle tutte.

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