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Sicilia sempre più laboratorio politico: ma l'intesa Berlusconi-Alfano si complica

Anche il centrodestra stringe i tempi in vista delle elezioni regionali del 5 novembre prossimo, martedì incontro tra Forza Italia e Ap per definire l'accordo che dovrebbe essere solo a livello locale. Divergenze sul candidato

Sicilia sempre più laboratorio politico: ma l'intesa Berlusconi-Alfano si complica

CATANIA - Il Pd che prova ad esportare a livello regionale il modello Orlando vincente a Palermo, il M5s che si augura di trasformare l'Isola nella prima regione a 5 stelle, ora il centrodestra che tenta di trovare un intesa con Area Popolare solo per la Sicilia ma che già Alfano vorrebbe riproporre anche a livello nazionale. Come sempre, insomma, la Sicilia - dove il 5 novembre prossimo si svolgeranno le elezioni regionali - si conferma "laboratorio" politico, da studiare, da imitare, da analizzare con attenzione in vista delle elezioni politiche.

Ora a tenere banco è il possibile quanto delicato riavvicinamento tra il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e l'ex "delfino" Angelino Alfano ora numero 1 di Ap. L'incontro per verificare la possibilità di una intesa tra Fi e Ap è confermato per martedì prossimo. A Roma si ritroveranno Gianfranco Miccichè, Niccolò Ghedini e Gianni Letta da un lato e Angelino Alfano dall’altro. Sul tavolo anche la richiesta del ministro degli Esteri di estendere un eventuale accordo anche su scala nazionale o comunque di un disgelo nei rapporti tra i due partiti, che potrebbe passare attraverso la ripresa del dialogo sulla riforma della legge elettorale e su soglie di sbarramento che non penalizzino i centristi.


L’incontro di martedì potrebbe essere decisivo per chiudere l’accordo e definire anche il nome del candidato presidente, per il quale al momento il nome più accreditato risulta essere quello di Nello Musumeci. Anche se dalla stessa Area Popolare non arrivano conferme, anzi. «Non mi risulta che noi siamo pronti ad appoggiare Musumeci. Mi risulta un dialogo tra FI e Ap ma non su quel candidato - ha detto il deputato di Ap Fabrizio Cicchitto a Skytg24 -. Non c'è una ricaduta di carattere nazionale del dialogo in Sicilia. Non la vuole Berlusconi, e ha anche le sue ragioni. Non c'è un laboratorio politico di centrodestra da riportare in ambito nazionale, c'è un confronto in atto».

«C'è una grande chance per i moderati in Sicilia - ha spiegato Alfano in un articolo pubblicato oggi sul nostro giornale -  regione in cui la Lega non ha voti e non è determinante per la vittoria. Noi stiamo completando un programma che può essere interpretato benissimo da un nostro candidato. Vedremo chi vorrà sostenerlo. Non facciamo parte di nessuna coalizione. Non si capisce perché noi possiamo andare da qualcuno, mentre qualcuno non può venire da noi. Lavoriamo sottotraccia per un'ampia aggregazione centrista».

Ed per questo che sarà complicato trovare la convergenza sul candidato Musumeci, sul quale si sono spese già alcune aree del centrodestra come quella dei Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Secondo la leader di FdI - che ha concesso una intervista al "Tempo" l’alleanza a livello nazionale «è una prospettiva inattuabile» ma - ha aggiunto - «la vedo molto difficile anche a livello locale. A meno che Alfano non voglia creare delle liste civiche vicine al suo movimento, come ha già fatto in Liguria». In Sicilia, ha aggiunto, «ho semplicemente risposto all’appello che Nello Musumeci ha rivolto a tutti. E non mi sembra di aver fatto nessuna fuga in avanti». «Dato che io voglio vincere, credo che Musumeci sia l’unica strada possibile». «È un ottimo candidato, esempio di capacità e onestà». 

La "quadra" potrebbe essere trovata nell'incontro di martedì, anche se in una intervista rilasciata a Repubblica è stato direattemente Berlusconi ad assicurare che con Alfano l’intesa sarà solo in Sicilia e a livello locale. Il Cav ha spiegato: «Sul piano nazionale direi che il problema non si pone. Il partito di Alfano in questi anni ha mantenuto in piedi due governi di sinistra, che non sono stati scelti dai cittadini e che oggi presentano un bilancio desolante su tutto. Non avrebbe alcun senso». «Altra cosa - ha detto ancora - sono le realtà locali, in molte delle quali governiamo noi del centrodestra. Se questo potrà accadere anche in Sicilia, per battere sia la disastrosa gestione uscente della sinistra, sia l’incubo che una regione così importante possa cadere in mano ai grillini, credo sia un bene per i siciliani. Io lavoro sempre per unire, mai per dividere». Vedremo.

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