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L'addio di J-Ax al suo gatto: «Ciao Little, mi hai salvato la vita»

Su Facebook il commovente saluto del rapper milanese al suo amico felino entrato nella sua casa e nella sua vita 15 anni fa e scomparso da recente

L'addio di J-Ax al suo gatto: «Ciao Little, mi hai salvato la vita»

ROMA - «Ciao Little, forse non te l’ho mai detto, ma mi hai salvato la vita": comincia così il post con cui J-Ax ha detto addio su Facebook al suo gatto, commuovendo il web. «Forse a qualcuno può sembrare strano parlare così di un gatto - ha scritto il rapper milanese - non sei neanche di una di quelle razze che le signore ricche tormentano con dei pettini finché non vincono qualche trofeo d’oro ( che poi sono di ottone... ) Però, del resto, mi hai sempre capito. Forse non le mie parole, ma il mio animo - sì, quello sempre. Siamo stati assieme da tanto. Sei entrato nella mia casa più di 15 anni fa. Una vita per me. Per te, 5 o 6, credo. E, devo essere sincero, i primi tempi non è stato facile».


Poi il racconto di come Little è entrato a poco a poco nella sua vita, le difficoltà iniziali, che diventano però insignificanti «rispetto a tutto quello che hai fatto per me negli anni. Sei sempre stato al mio fianco. Non importa ciò che mi capitava durante il giorno, se tornavo a casa da vincitore o da sconfitto - tu eri lì. Eri sempre lì».


«Eri con me - ha raccontato ancora J-Ax - anche quando tutti mi hanno abbandonato. Quando ero "troppo vecchio". Quando ero finito. Quando gli amici hanno smesso di chiamare. C'eri anche quando pensavo che l’unico modo per dimenticare, per anestetizzare il dolore, fosse l’alcool. Mi hai aiutato a smettere. Senza di te, oggi, non sarei qui. Per questo, il giorno che ho scoperto che ti eri ammalato, ho avuto così tanta paura. Avevi smesso di mangiare. Stavi lentamente svanendo. Il veterinario disse "diabete". Quasi tutti mi dissero che non ce l'avresti fatta. Ma io lo sapevo che non avresti mollato. È bastato darti indietro 1/10 di quello che mi hai dato tu in questi anni per vederti ritornare a vivere. Alcuni mi hanno detto che sono state cure "esagerate". Che non sei una persona, ma "solo un gattòo". Hanno ragione, sei solo un gatto. Infatti nessuna persona mi ha mai dato quello che ho avuto da te. Perché così sono i gatti. E so che ti saresti preso cura di me come io ho fatto con te. Lo so, perché lo hai già fatto. E ora che hai perso la battaglia mi manchi ogni giorno». 

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