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"Aristogatte": «Dateci una struttura per creare un rifugio sanitario per i gattini»

L'associazione catanese si rivolge a Comune, Regione o privati. Lo scopo è quello di accogliere i mici il tempo necessario per curarli, sterilizzarli e portarli all'adozione

Appello "Aristogatte": «Dateci una struttura per creare un rifugio sanitario per i gattini»

Catania - L’associazione “Le Aristogatte” riprova a bussare alla porta del Comune, o di un privato di buon cuore e adesso anche della Regione, scrivendo una lettera al nuovo governatore Nello Musumeci, per chiedere un rifugio sanitario per i mici senza casa che dal 2012 accudiscono, curano, sterilizzano e fanno adottare (in 5 anni quasi un migliaio di randagini hanno trovato casa, grazie a loro). Un obbligo di legge, peraltro, per gli enti locali (sancito dalla legge regionale n.15 del 2000 sulla lotta al randagismo), su cui Catania è inadempiente, nonostante reiterate richieste e tante promesse.

In realtà, l’associazione, «il cui scopo - sottolinea la fondatrice delle Aristogatte, Vera Russo - non è accumulare gatti, ma accoglierli il tempo necessario per curarli, sterilizzarli e portarli all’adozione», ha avuto in concessione dal 2012 dal Comune i locali della casa del custode di Villa Curia, dove attualmente si trovano 24 gatti (in estate si arriva a punte massime di 60) «ma questa sede - spiega Vera Russo - non è a norma e non ha corrente elettrica il che, oltre che mettere a rischio le volontarie che accedono al rifugio anche di sera tardi per curare i gatti, impedisce di installare impianti di sicurezza o telecamere». Ciò agevola anche in furti, come quello subìto dalle Aristogatte a luglio.

I locali della casa del custode di Villa Curia dovevano essere soltanto una sistemazione provvisoria, ma in Italia nulla è più definitivo di ciò che è temporaneo: «Abbiamo fatto più volte - sottolinea ancora Vera Russo - richiesta per avere locali con spazi esterni in cui realizzare un rifugio sanitario a norma per gatti, dove accogliere i mici per il tempo necessario per essere curati ed adottati, non per tenerli a vita. L’intenzione è annettervi un ambulatorio veterinario che segua i cuccioli dopo le adozioni, diventando nel contempo una fonte di finanziamento per l’associazione. Peraltro, se qualcuno (il Comune, la Regione o un privato: ci siamo rivolte, senza successo, anche a Libera, alle Ferrovie dello Stato, persino al Policlinico) ci desse un terreno con un edificio (un ufficio o una scuola dismessi, un lido, un capannone), ovviamente in zone facilmente raggiungibili, siamo disposte a ristrutturare, realizzare e mantenere il rifugio a norma a spese nostre. Agli uffici del Comune un paio di anni fa avevamo presentato un progetto su villa Curia, la cui casa del custode, che non ha alcun interesse storico, potrebbe essere facilmente separata, anche con una entrata a parte, dalla villa che riveste invece interesse pubblico.

Abbiamo indicato al Comune anche altre strutture libere che stanno andando in rovina, ad esempio a Nesima dove c’è l’Asp veterinaria dove andiamo continuamente». Ma tutti gli appelli finora sono rimasti inascoltati. Ora le Aristogatte si rivolgono anche al neo governatore Nello Musumeci, che in campagna elettorale ha «più volte dichiarato di avere a cuore la causa animalista», ricordando l’impegno dell’associazione sin dalla sua fondazione, peraltro riconosciuto e stimato (a parole) da tutti. «L’associazione - rivendica Vera Russo - ha sempre dimostrato rettitudine, rispetto, operosità nello svolgimento di un’attività di volontariato che di fatto si risolve in un servizio pubblico, quello della lotta al randagismo felino, gratuitamente offerto al Comune di Catania e di cui tutta la collettività in definitiva beneficia». Ma «il Comune ha ripetutamente dimostrato di preferire lasciare in stato di totale abbandono e alla mercé di vandali innumerevoli immobili in disuso di proprietà pubblica, piuttosto che assegnarli all’associazione». Per questo, Vera Russo si rivolge a Nello Musumeci: «Oggi è nelle tue mani il potere di aiutare la mia associazione e spero vorrai usarlo affinché il rifugio sanitario felino, fortemente voluto non solo da me e dalle mie volontarie, ma anche dai moltissimi cittadini che ci seguono, non resti solo un sogno irraggiungibile, ma diventi finalmente realtà».

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