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Comiso, tradito da una impronta di scarpa e dai sopralluoghi: arrestato ladro

In manette un pregiudicato di 42 anni: la Polizia lo ha individuato grazie alle immagini. Prima i controlli nei pressi della casa da svaligiare e poi le fasi del furto

Comiso, tradito da una impronta di scarpa e dai sopralluoghi: arrestato ladro

Un pregiudicato è stato tradito, dopo in furto in un appartamento, dalle impronte delle sue scarpe e dai sopralluoghi effettuati prima del furto. I poliziotti del commissariato di Comiso e della Squadra mobile di Ragusa hanno esaminato gli impianti di videosorveglianza della zona e lo hanno preso.

Gli agenti della Squadra Mobile e Commissariato di Comiso hanno così arrestato, eseguendo un’ordinanza del gip del Tribunale di Ragusa, Giuseppe Morreale, 42 anni (nella foto), nato a Torino ma residente a Comiso per furto in abitazione aggravato.

L’inchiesta è partita dopo un ingente furto di oggetti dal valore di 30 mila euro circa, inb un’abitazione del centro cittadino di Comiso avvenuto nell’agosto scorso.

IL VIDEO CHE LO INCASTRA

Durante il sopralluogo è stata rinvenuta un’impronta lasciata da una calzatura ed era già qualcosa da cui partire, poi la ricerca degli impianti di videosorveglianza fino a quando l’autore non è stato individuato. Da uno degli impianti video esaminati, è stato possibile appurare che Morreale avesse fatto più sopralluoghi, addirittura lasciando dei biglietti di carta tra le ante della porta al fine di capire se gli occupanti facessero rientro in casa. Dopo alcuni giorni, avendo appreso che la vittima fosse lontana da casa e che non facesse rientro, decideva di perpetrare il furto.

Gli investigatori del Commissariato di Comiso, grazie ad una conoscenza dei pregiudicati della zona, sono riusciti ad individuare Morreale. Si notava difatti chiaramente quando la notte prima, si introduceva nell’abitazione arrampicandosi lungo il pluviale, per poi forzare un infisso ed introdursi dentro. Dopo diversi minuti, Morreale usciva da casa della vittima con due grossi sacchi bianchi pieni della refurtiva. L’analisi delle immagini permetteva non solo di verificare le fasi del furto, ovvero l’ingresso e l’uscita con due grossi sacchi, ma anche lo studio della vittima da depredare.

Durante una perquisizione i poliziotti hanno trovato una minima parte della refurtiva ed un paio di scarpe con la suola identica a quella che aveva lasciato l’impronta in casa durante il furto.

 

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