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Superstrada Ragusa-Catania, i sindaci domani dal ministro Delrio

Richiesto un vertice con il responsabile delle infrastrutture: «È un rischio aspettare il Cipe dopo le elezioni del 4 marzo»

Superstrada Ragusa-Catania, i sindaci domani dal ministro Delrio

Proprio riflettendo sulle due date, però, i sindaci dei comuni di Francofonte, Lentini, Carlentini, Vizzini, Licodia Eubea, Chiaramonte Gulfi, oltre ai responsabili del Comitato per il raddoppio Ragusa-Catania, hanno ritenuto di dovere, «con tutto il rispetto per la promessa del massimo rappresentante del governo nazionale», continuare il pressing.

Perché c’è una profonda differenza tra il 20 febbraio e il 15 marzo. In mezzo, infatti, ci saranno elezioni, con possibile sconvolgimento degli assetti odierni. E, comunque, da un governo all’altro, è il pensiero dei sindaci, troppe cose possono cambiare.

Così, proprio alla luce dell’incontro avuto con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Catania giorno 15, i sindaci e il Comitati si sono riuniti e hanno espresso tutte le loro perplessità: «Pur apprezzando - dicono in un comunicato elaborato al termine della loro riunione - l’attenzione data dal presidente, rimangono particolarmente preoccupati circa la realizzazione dell’opera. Preoccupazioni che derivano dall’imminente convocazione del Cipe, quello del 20 febbraio e dall’avvicinarsi della data del 31 marzo 2018, data ultima per l’utilizzo dei fondi europei già destinati al cofinanziamento».

Quindi la conferenza dei sindaci ed il Comitato per il raddoppio Ragusa-Catania hanno deciso, all’unanimità, di recarsi a Roma domani per incontrare il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, prima della data prevista per la seduta del Cipe. Che, in teoria, dovrebbe essere, appunto, quella del giorno dopo.

«A tale incontro al ministro si chiede - dice un comunicato dei sindaci e del Comitato - di convocare tutte le parti interessate, al fine di dirimere ogni ragionevole dubbio relativamente alle procedure propedeutiche alla realizzazione dell’opera».

I sindaci, Palermo di Francofonte, Bosco di Lentini, Basso di Carlentini, Cortese di Vizzini, Verga di Licodia Eubea, Gurrieri di Chiaramonte Gulfi e i rappresentanti del Comitato, Sica e Ingallinera, ma anche altri sindaci, come Burtone di Militello, operatori economici, enti che ricadono nell’area tra Ragusa e Catania, sono sempre più preoccupati per questi ritardi. Perché arrivano dopo che, apparentemente, tutti i problemi sembravano superati. Adesso la richiesta dell’incontro con Delrio, il ministro che ha sbloccato gli ultimi blocchi ma che alla richiesta del Ministero delle Finanze di fare l’ennesima verifica sui costi, ha dovuto allargare le braccia. Adesso toccherà ancora a lui spiegare lunedì mattina se ci saranno margini e tempistica per fare approvare 24 ore dal Cipe il progetto, oppure se fare questo salto nel buio politico rimandando tutto al dopo elezioni.

E’ del tutto evidente che l’ottimismo dei mesi scorsi oggi è fortemente annacquato, e il rinnovato impegno del Comitato e dei sindaci è dettato dal timore che non si faccia più in tempo a chiudere la parte del progetto esecutivo prima che cada la tagliola del 31 marzo, oltre la quale non ci sarebbero più i margini per utilizzare i fondi europei per realizzare l’opera.

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