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«Le ruspe sulle dune? Bloccatele», protesta a Marina di Modica

Flash mob con ombrelloni chiusi nel tratto di costa che sorge nella zona del laghetto. Gli ambientalisti: «La spiaggia rischia di scomparire. Presenteremo un esposto anche in procura»

«Le ruspe sulle dune? Bloccatele», protesta a Marina di Modica

“Abbiamo ritenuto doveroso radunarci - spiegano gli organizzatori della manifestazione di domenica scorsa - per esprimere in maniera forte, chiara e visibile, la nostra contrarietà a quanto sta accadendo sulle dune della spiaggia di Marina di Modica. Perché pensiamo sia molto grave, anche in considerazione dell'importanza del luogo, la formazione dunale di Punta Religione - Sito di Interesse Comunitario. Mentre altrove ci si adopera per la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali, inserendole, quale valore aggiunto, in un sistema integrato che esalta le diverse caratteristiche di un territorio, a beneficio di quanti si trovano a viverci e dei turisti che possono fruirne, a Modica registriamo un intervento che sembra andare nella direzione opposta. Abbiamo invitato quanti non tollerano che gli interessi privati sovrastino e cancellino quelli della collettività, a partecipare a questo ennesimo tentativo di resistere all'aggressione di un luogo che già in passato ha visto l'opposizione forte e appassionata di tanti cittadini modicani e non solo”.

Il fatto che si tratti di un’area Sic, cioè di un Sito di Interesse Comunitario, è il punto su cui Legambiente sembra voler battere in maniera più decisa: “Quest’area - spiega Giorgio Cavallo, del circolo Il Melograno - ha una valenza naturalistica importante, tanto da avere la tutela della comunità europea. E proprio per questo abbiamo riscontrato alcuni aspetti che poco ci convincono soprattutto sulle modalità con cui si stanno conducendo i lavori che stanno danneggiando l’habitat circostante e movimentando le dune, cosa che a nostro parere non doveva essere fatta”.

Il raduno di domenica scorsa, quasi un flash mob di ombrelloni, voleva appunto servire a informare la gente, sollecitando l’opinione pubblica su questa situazione, per poi provare a chiedere la sospensione dei lavori per fare ulteriori valutazioni su eventuali possibilità di far decadere il decreto autorizzativo”. Tra le iniziative future potrebbe esserci, appunto, addirittura un esposto in Procura.

Intanto, proprio in quell’area, è stato messo in sicurezza il Ponte sul laghetto di Marina di Modica. A darne l’annuncio è stato l’assessore alla Polizia Locale, Pietro Lorefice: “Personalmente ho raccolto svariate lamentele da parte di tantissimi residenti della zona che non riuscivano più ad usufruire del marciapiede a causa delle auto parcheggiate su di esso. Abbiamo deciso di rifarlo e di istituire su ambo i lati la rimozione forzata. Assicuro a tutti un costante controllo in merito da parte degli agenti della Polizia Municipale che non esiteranno a chiamare il carro attrezzi per sgomberare la zona di passaggio”.

Acqua sporca? Continua l’eterna battaglia tra chi sostiene che il mare antistante la zona di Marina di Modica faccia i conti con la cosiddetta «schiumazza» e chi invece ritiene, anche dopo le analisi commissionate all’Arpa dal Comune, i valori siano in regola e quindi non ci sia alcunché di preoccupante da segnalare. Per molti villeggianti, però, nonostante le rassicurazioni provenienti da palazzo San Domenico, la situazione complessiva è tutt’altro che semplice da gestire. «Anche perchè - dicono alcuni tra questi - continuare a fare il bagno in mezzo a questa “schiumazza” non è per niente una bella sensazione. Noi chiediamo che si faccia finalmentechiarezza una volta per tutte e che le acque del mare possano tornare finalmente limpide».

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