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Pm offesi si rivolgono a magistratura

Il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia: «Esternazioni volgari e offensive su cui si pronuncerà la procura di Messina»

Pm offesi si rivolgono a magistratura

Il procuratore capo di Ragusa Carmelo Petralia

Ragusa - «Toccherà alla procura di Messina valutare le gratuite e volgari offese di internauti, esponenti politici e non, nei confronti del pm che si sta occupando dell’indagine sul presunto sequestro di persona e sottrazione di minore avvenuto martedì scorso a Scoglitti». Lo dice il procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia, contrariato per le esternazioni, alcune offensive e volgari, di alcuni cittadini specialmente su Facebook, dopo la decisione del pm di lasciare libero il cittadino indiano Ram Lubhay, accusato del tentativo di rapimento della bimba di 5 anni nel lungomare La Lanterna di Scoglitti.


Tra queste le affermazioni di una consigliera comunale di Ragusa, Gianna Sigona, eletta nelle fila del M5S, e di recente espulsa dal movimento di Grillo dopo le sue affermazioni inneggianti al fascismo e al Duce lo scorso 25 aprile. «Sara la procura di Messina - aggiunge Petralia - a valutare le offese contro chi sta lavorando seriamente applicando la legge. Trasmetteremo gli atti e i documenti di cui siamo in possesso».

Petralia aggiunge: «Se ho sentito bene oggi in tv, il ministro della Giustizia avrebbe annunciato di voler approfondire il caso sulla vicenda del tentato rapimento di una bimba di 5 anni. Rientra nei suoi poteri, ma avrei gradito una dichiarazione di solidarietà nei confronti di un magistrato che applica la legge e fatta segno di pesanti e volgari offese». Il pm al centro delle polemiche è Giulia Bisello.

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commenti 1
  • persio.flacco

    21 Agosto 2016 - 20:08

    Ritengo probabile che il magistrato che ha deciso la liberazione dell'immigrato si sia attenuto alla legge. Non si vede che interesse avrebbe avuto a scatenare contro di esso la comprensibile ondata di avversione popolare se avesse avuto la possibilità di decidere diversamente. Peraltro il magistrato è una donna, e non credo che da donna veda con simpatia chi ruba i bambini. Il problema sono le leggi ipergarantiste varate da un Parlamento zeppo di avvocati, che da una parte sono portati ad assumere il punto di vista dell'accusato e dall'altra tengono lo studio da far lavorare e la famiglia da mantenere. Per cui più cause ci sono meglio è per loro. Il risultato è una legislazione demenziale che lascia liberi i criminali. Ma si pensi solo alla follia di un processo di primo grado che, con l'appello garantito, è diventato una lunga, inutile e costosa liturgia al termine della quale non si può nemmeno dare del ladro al condannato per furto! Mi chiedo come fanno i poliziotti a resistere.

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