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Randello e il «caso» che non c'è sui presunti abusi e il ripristino

Legambiente insiste, Comune e Sovrintendenza: «Già provveduto»

Randello e il «caso» che non c'è sui presunti abusi e il ripristino

Lì, secondo quanto denuncia una articolata nota diramata da Legambiente, non si finisce mai di perpetrare abusi. Almeno, così pare leggendo la nota, firmata da Claudio Conti, ex assessore M5s oggi spesso critico con la sua ex parte politica. «Qualche giorno addietro - scrive Conti - abbiamo invitato il sindaco di Ragusa a revocare in auto tutela l’ingiunzione di sospensione dei lavori relativa alle opere abusive realizzate dalla ditta “Cooperativa Sociale Arca di Noè” sulla scogliera dei Canalotti a Randello, in quanto riteniamo quell’atto amministrativo ininfluente ed insufficiente, rapportato ai pesanti interventi ampiamente documentati. Quell’atto va sostituito con un provvedimento comunale di rimissione in pristino dei luoghi, insieme ad uno analogo della Soprintendenza, in quanto l’area in questione è un bene paesaggistico tutelato. E' Il perdurante silenzio dell’amministrazione comunale e l’assenza di interventi coerenti a spingere a ritornare sulla questione».

Abuso e indifferenza da parte istituzionale, dunque, nell’accusa di Legambiente. Prontamente rispedita al mittente, carte alla mano, sia dal Comune che dalla Soprintendenza. Entrambi gli enti, infatti, ci assicurano che l’ingiunzione di ripristino del luogo è già stata firmata e notificata due settimane fa.

Il caso, dunque, pare da subito assumere una luce nuova. «Per fare questi interventi - dice ancora infatti la nota di Legambiente - viene affidato l’incarico ad un’impresa di costruzioni che oltre all’incarico, ricevuto senza alcuna autorizzazione, costruisce una strada. L’intervento illegale ha come risultato la chiusura del percorso originario che è da ritenersi il formale accesso alla spiaggia; la realizzazione di una nuova strada di circa duecento metri di lunghezza per quattro di larghezza».

E anche qui arriva la smentita: nessuna autorizzazione è stata mai richiesta né tantomeno concessa, stando a quanto riferiscono fonti interne al Comune. Confermate dalle parole dell’architetto Battaglia, funzionario della Soprintendenza. «Si tratta - spiega Battaglia - di una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività, che non prevede un’autorizzazione specifica, ndr.) presentata dal proprietario di un terreno privato, che intendeva recintare un proprio terreno con reti e paletti. Suo diritto farlo. Ma dal momento che, una volta iniziati i lavori, è stata rilevata una sostanziale difformità tra il progetto presentato e l’effettiva realizzazione, che di fatto presentava l’aggiunta di una stradella non prevista, Comune e Soprintendenza hanno provveduto a bloccare i lavori e richiedere la rimessa in pristino dell’area. Ora queste persone dovranno produrre una documentazione, fotografie e rilievi, al fine di vedere quali fossero le quote iniziali e ripristinarle. Previa naturalmente la presentazione di un progetto».

Un progetto non già teso all’edificazione di nuove strutture, ma piuttosto a certificare che la rimozione dell’esistente avvenga senza l’utilizzo di mezzi che possano incidere negativamente sull’ecosistema.

L’area, infatti, è una zona Sic (sito di interesse comunitario), oggetto di un progetto Life che mira alla protezione di una specie che lì cresce, la Leopoldia, una pianta molto rara.

Fulcro, questo, di una delle ragioni che hanno portato a chiudere una parte dell’area al traffico veicolare.

«Parte della strada - ci dicono infatti al Comune - è prevista. Ma bisogna allontanare le macchine dai Canalotti, dalla strada demaniale. Per due motivi: perché lì è stato fatto il progetto Life per la tutela di una specie prioritaria, e per motivi di sicurezza previsti da un’ordinanza della Capitaneria di Porto».

il comitato. Ormai da tempo al centro di numerose controversie, la spiaggia di Randello è «tutelata» dall’opera gratuita e affettuosa di un gruppo di estimatori del luogo, sito di grande rilevanza ambientale e paesaggistica. Anche quest’anno, nelle più calde giornate d’agosto, il comitato si è mosso per chiedere che venisse fatta chiarezza sugli interventi di privati sul territorio della riserva. Caso emblematico che fece scoppiare l’affaire Randello, ricordiamo, fu l’interesse, nel 2014, manifestato da parte di una multinazionale, per la costruzione di uno stabilimento balneare sulla spiaggia incontaminata.

Polemica. L’ex assessore Conti (nella foto piccola) rivolge un’accusa al Comune sulla questione della spiaggio di Randello (foto grande)

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