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Porto di Pozzallo, cronaca di un'incompiuta annunciata

Dal 2000 si rincorrono i progetti per potenziare l'infrastruttura. Ma le risposte non arrivano

Porto di Pozzallo, cronaca di un'incompiuta annunciata

Pozzallo - Non è da escludere che, grazie ad una vera e propria “macumba”, confezionata con un micidiale rituale di magia nera, gli indemoniati trafficanti di vite umane che utilizzano Pozzallo come strategico porto franco per il loro losco e milionario business, siano riusciti a impedire che l’importante scalo marittimo possa diventare prezioso punto di approdo per lo sbarco di navi passeggeri. Questo il tremendo e inquietante pensiero che va facendosi strada fra i 18.000 residenti di questa cittadina bella e laboriosa. Benché vaccinati contro malie e malocchi, grazie all’abbondante salsedine spruzzata dal Mediterraneo mare su cose, case, uomini e donne di questo splendido angolo di mondo, temono tuttavia che vi sia qualcosa di soprannaturale nel funzionamento perfettamente sincronizzato del misterioso marchingegno che blocca da quindici anni l’elaborazione del progetto esecutivo per la messa in sicurezza e l’ampliamento del porto. Decine e decine le occasioni andate in fumo. Prima in ordine di tempo quella relativa al progetto di finanza presentato negli anni 2000 dalla multinazionale Cooper Smith. Presente l’ex sottosegretario ai Trasporti, il senatore sciclitano Mario Occhipinti, gli americani erano pronti a potenziare la struttura portuale con un investimento di 30 miliardi delle vecchie lire. Ma, pochi giorni dopo l’incontro ufficiale nell’aula magna del Comune, quando l’accordo che avrebbe prodotto 400 nuovi posti di lavoro sembrava ormai concluso, sindaco e amministratori del tempo, inspiegabilmente, cambiarono idea.

A seguire sono state poi bruciate altre due occasioni con riferimento ad un primo finanziamento europeo di 15 milioni di euro e a un secondo finanziamento di 40 milioni, regolarmente andati in fumo per mancanza del progetto esecutivo. Ora, giusto per alimentare un clima di ansia su un problema di vitale importanza per la crescita e lo sviluppo del territorio, l’Amministrazione comunale in carica, quando mancano pochi mesi alle elezioni amministrative, si ritrova paradossalmente a sfogliare la margherita in attesa che la Regione Siciliana si decida ad assegnare al Genio civile di Ragusa, che sta portando avanti il progetto, la somma di 450.000 euro necessaria per i costi da sostenere per ottenere da Roma il certificato di impatto ambientale. Senza il quale la pratica non può essere esitata.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Giovanni Pistorio, come più volte ribadito dal suo compagno (o meglio, amico di partito) on. Orazio Ragusa, continua ad assicurare che il problema sarà risolto al più presto, in quanto, fra l’altro, si tratterebbe di apportare una semplice modifica ad una deliberazione a suo tempo adottata dal precedente Governo presieduto dall’on. Raffaele Lombardo. Giustificazione questa che regge praticamente da sette mesi, esattamente dal 12 febbraio 2016, quando, su iniziativa della Cgil provinciale, è stato organizzato a Pozzallo, nei locali dello Spazio Cultura “Meno Assenza”, un convegno sul futuro del porto. Ci si attende che possano arrivare delle risposte. Anche di una certa sostanza.

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