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Presunti casi di malasanità, ispettori del ministero in ospedale a Modica

Quattro decessi sospetti, disservizi al pronto soccorso con poco personale, ma anche in Cardiologia e altri reparti

Presunti casi di malasanità, ispettori del ministero in ospedale a Modica

Il pronto soccorso del “Maggiore” serve un bacino molto ampio, abbracciando non solo il distretto modicano, con le città di Modica, Ispica, Scicli e Pozzallo, ma accogliendo anche pazienti di città aretusee come Pachino e Rosolini. L’on. Minardo si è rivolto alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, anche per segnalare disservizi in Cardiologia e altri reparti.

 

La risposta del ministero non si è fatta attendere. E ieri pomeriggio sono arrivati gli ispettori che da stamattina sono al lavoro per acquisire la documentazione necessaria per potere valutare quanto accaduto, oggetto di inchieste da parte della Procura iblea. È un momento delicato per il nosocomio modicano, visti i casi all’attenzione del ministero. Lo scorso mese di aprile era morto a 67 anni l’imprenditore modicano Roberto Cannata, che si era recato al pronto soccorso accusando forti dolori addominali. Dopo la visita, era stato dimesso, ma i dolori non erano cessati. Il via vai dal pronto soccorso a casa si era ripetuto per tre volte. All’ultimo ingresso, i medici avevano deciso di sottoporlo a intervento chirurgico allo stomaco. Ma il 67enne, le cui condizioni cliniche nel frattempo si erano aggravate, non era riuscito neanche ad essere operato.

 

A due mesi di distanza era morta la 56enne pozzallese Maria Occhipinti. Stava raggiungendo in ambulanza l’ospedale di Modica, da dove era stata rimandata a casa il giorno prima con la diagnosi di una colica renale. Su entrambi i casi è in corso un’inchiesta dei carabinieri. Circa una settimana dopo a perdere la vita sono stati una mamma di 32 anni di Pachino col figlioletto ancora in grembo. La gestazione era giunta alla 37esima settimana. La donna era stata sottoposta a visita specialistica nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Il cuoricino del piccolo/a non batteva più. La mamma era stata ricoverata e sottoposta a due interventi chirurgici, ma anche per lei non c’è stato nulla da fare. L’Asp di Ragusa ha diramato un comunicato per informare sulle cause dei decessi, dovuti a complicazioni al feto, ma anche su questo gli ispettori saranno chiamati a stabilire se, intervenendo diversamente, si sarebbe potuto scongiurare il peggio.

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