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«Tra vent'anni campagne sparite e sarete tutti travolti dal traffico»

Il «ritorno» del prof. Cervellati, autore del Piano regolatore generale ragusano

«Tra vent'anni campagne sparite e sarete tutti travolti dal traffico»

"Abbiamo costruito troppo, anche a Ragusa, le campagne sono state cementificate mentre la popolazione è rimasta pressoché invariata - ha sentenziato Cervellati -. La città storica, non il centro come erroneamente si dice, è vuota. Senza una comunità che la abita e la rende viva, è diventata un simulacro di se stessa". Rivolgendosi ai più giovani l'architetto ha sottolineato l'importanza di tornare a vivere e conoscere la città, scrigno di valori e di identità altrimenti destinate all'oblio. Cervellati ha quindi ampliato il discorso: "Manca una prospettiva alla nostra comunità. I politici sono pronti a lanciare le grandi opere, penso al ponte sullo Stretto, ma dimenticano la manutenzione all'esistente. La città, patrimonio di tutti, simbolo di cultura e partecipazione, è stata messa da parte per un posto nelle asettiche 'villettopoli'. Rischiamo il tracollo. Tra 20 anni, continuando così, saremo asfissiati dal traffico e le campagne saranno scomparse sotto il cemento".

"Il recupero del territorio urbano rappresenta una grande sfida - ha detto il prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi - un impegno che coinvolge tutti, amministrazioni, professionisti ed istituzioni". Ha parlato della buona e della cattiva politica, passata e presente, il sindaco Federico Piccitto: "Ragusa è stata ferita dalla espansione verso le campagne, figlia di una visione politica superata i cui effetti sono purtroppo presenti. È necessario intervenire, certamente. Anche se lamentiamo lo scippo della Legge speciale sui centri storici per via dell'ottusità di molti all'Ars. La legge voluta dall'on. Chessari rappresentava uno strumento lungimirante, che guardava non solo al recupero degli edifici ma anche della comunità. Speriamo quindi in legislatori migliori, attenti al bene comune come in passato".

Protagonista di una sorta di replica l'ex sindaco Nello Dipasquale, oggi deputato regionale Pd: "Avevo 24 anni quando ho conosciuto Cervellati, ero un consigliere di opposizione ma plaudivo al Prg, che guardava al bene della città. Città che in questi decenni è cambiata, secondo me in meglio. Anche sul centro storico sono state fatte importanti cose". E riferendosi all’espansione verso le periferie, attraverso i tanto chiacchierati piani Peep: "Si tratta di un fenomeno che noi sindaci abbiamo subìto, a causa delle normative regionali che imponevano i piani costruttivi non in centro storico. Ricordo che dal 1994 in poi, in questa città, si sono approvati simili piani". Ed ancora, in risposta alle "grandi opere", Dipasquale ha ricordato l'impegno del governo Renzi a finanziare la metropolitana di superficie ragusana: "Sicuramente una infrastruttura attesa da tantissimi anni - ha detto - che però senza l'impegno dell'attuale politica potrebbe rimanere solo una parola".

Dal punto di vista tecnico, gli interventi al convegno sono destinati ad ampliare il dibattito, ripartito da pochi giorni, sugli strumenti urbanistici di Ragusa. Dopo l'avvio della concertazione propedeutica alla revisione del Prg annunciata da Palazzo dell'Aquila la scorsa settimana, le attenzioni delle tante parti coinvolte sono tornate a riaccendersi. "Siamo qua perché vogliamo dare il nostro contributo - ha affermato il presidente del Feliciano Rossitto, Giorgio Chessari - a sollecitare maggiore impegno in questa fase importante".

Non solo di adeguamento al Prg si è discusso. Il presidente dell'Ordine degli architetti di Ragusa, Giuseppe Cucuzzella, ha chiesto un intervento celere degli uffici comunali sul Piano particolareggiato del centro storico. Un iter travagliato, a causa di un controverso emendamento approvato dal Consiglio comunale nel 2010 sulla possibilità di demolire, ricostruire ed accorpare le unità abitative di base, attualmente fermo alle prescrizioni del Cru del 2013 mai calate nel Piano da Palazzo dell'Aquila.

Della difficoltà ad attivare il "contro esodo" ha parlato l'avv. Gaetano Barone. Una utopia, a meno che la politica non riesca ad avviare precisi provvedimenti legislativi che incentivino la riqualificazione in termini di standard qualitativi e di sicurezza degli edifici storici.

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