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Andrea Caschetto e il documentario girato da un non vedente

In giro per Monaco di Baviera e San Pietroburgo con Michele Romeo: "Quella malattia che prima o poi ti acceca gli occhi ma non il cuore né l’anima”. Il docufilm si intitola "Il nostro sguardo"

Andrea Caschetto e il documentario girato da un non vedente

Andrea Caschetto e Michele Romeo

Un documentario, dal titolo "Il nostro sguardo" interamente girato e montato da un non vedente tra Monaco di Baviera e San Pietroburgo. I protagonisti sono Andrea Caschetto, l’ambasciatore dei sorrisi in giro nel mondo per gli orfanotrofi, già autore del libro “Dove nasce l’arcobaleno” (Giunti Editore) e Michele Romeo, diventato ipovedente nel 2005, dopo svariati interventi chirurgici quando aveva già 18 anni. Ma Michele non si è lasciato sconfiggere da “quella malattia che prima o poi ti acceca gli occhi ma non il cuore né l’anima”. Appassionato di musica, si è laureato nel 2015 a Milano studiando “Interpretariato e Comunicazione”. Ed è nell’ambito degli studi che ha conosciuto Andrea Caschetto, un amico che l’ha aiutato nei momenti di difficoltà e che, oggi, ha incontrato di nuovo per questo sorprendente viaggio. Caschetto è originario del Ragusano, Romeo è invece originario di Mazara del Vallo.

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Il protagonista del documentario è infatti Michele: è lui che ha girato le scene, posizionando la videocamera del suo smartphone sopra il suo naso, esattamente all’altezza degli occhi. Gli stessi occhi da cui non vede più. E’ lui che ha accompagnato Andrea Caschetto, per una settimana, in giro per San Pietroburgo e Monaco.

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“Michele – ha raccontato Andrea Caschetto - ha voluto dimostrare che non esistono limiti, che con determinazione e forza di volontà si può fare tutto. Lui è l’esempio di come si possano realizzare i propri sogni e di come la malattia possa essere affrontata con il sorriso, senza scoraggiarsi, senza mai abbattersi”. E per Andrea Caschetto c’è già in programma un altro viaggio che sarà anche più complesso del solito: partirà su una sedia a rotelle per mostrare ai suoi lettori la reazione della gente. Pietà, compassione o indifferenza. Sulla carrozzina la scritta “Yo soy como usted, hàblame” (“Io sono come te, parlami”) che sarà anche il titolo del suo prossimo libro.

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