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Vittoria, il mistero del cadavere in fondo a un pozzo di 20 metri

Si tratta di un uomo di 43 anni scomparso da casa il giorno prima. La Procura di Ragusa non esclude alcuna pista: suicidio, fato accidentale o omicidio

Vittoria, trovato cadavere in un pozzo profondo 20 metri, indaga la Polizia

E’ stato ritrovato morto dentro il pozzo della sua campagna il vittoriese 43enne Giovanni Giannì, scomparso da casa domenica pomeriggio. Nel pozzo si è buttato spontaneamente o qualcuno l’ha spinto facendogli fare un volo di circa 20 metri?
E’ successo domenica pomeriggio, mentre sulla zona pioveva a dirotto.

Le indagini di Squadra mobile di Ragusa e Polizia di Vittoria, coordinate dal sostituto procuratore Francesco Riccio, girano attorno a questo interrogativo. Che dovrebbe essere sciolto dopo il primo esame cadaverico che ieri sera stessa ha effettuato il medico legale Giuseppe Iuvara e in seguito all’autopsia che sarà svolta nei prossimi giorni. Ieri sera, quando alle 19 il corpo senza vita di Giannì è stato estratto dal pozzo dai sommozzatori dei Vigili del fuoco fatti arrivare da Catania, gli inquirenti non erano in grado di anticipare alcuna ipotesi.

Le attenzioni sono puntate sulla personalità della vittima e sul rapporto con la compagna, gli amici e i parenti, ieri fino a tardi tutti convocati in commissariato per essere interrogati dagli investigatori. Sarebbe stato accertato che quando Giannì è uscito dalla casa di campagna, distante dal pozzo una decina di metri, una sorta di labirinto tra alberi di agrumi e serre, era senza cellulare e privo di giubbotto. E aveva bevuto tanto, dicono, che gli veniva difficile reggersi in piedi. Secondo alcune testimonianze, l’uomo avrebbe detto alla compagna Anka, una trentenne romena con la quale convive da circa 5 anni, di non sentirsi di andare in città. Poi all’improvviso è uscito e non è più rientrato. La donna avrebbe denunciato la scomparsa la mattina del giorno dopo.

 

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A ritrovare il cadavere sono stati gli agenti di polizia ieri pomeriggio intorno alle 15, dopo avere perlustrato la zona vicino alla casa palmo a palmo. Giovanni Giannì si guadagnava da vivere montando serre. Pare che avesse l’abitudine di alzare il gomito. E qualche volta si sentiva pure depresso.
Qualcuno ha notato anche tracce di sangue a terra nelle vicinanze della casa e del pozzo, ma non si esclude che possa essere sangue di qualche cane picchiato. I rilievi della Scientifica chiariranno molti interrogativi di questo fatto di cronaca al momento avvolto nel mistero.
 

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