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Ragusa, bancarotta fraudolenta, arrestato il proprietario del Mediterraneo Palace Hotel

L'imprenditore Sandro Gasperini di 54 anni secondo la GdF stava svuotando le casse della società prima dell'inevitabile fallimento. La Guardia di Finanza ha anche sequestrato 2,6 milioni di euro a Ravenna

Ragusa, bancarotta fraudolenta, arrestato il proprietario del Mediterraneo Palace Hotel

La Guardia di Finanza di Ragusa ha arrestato per bancarotta fraudolenta il rappresentate legale della società che gestisce il Mediterraneo Palace Hotel di Ragusa e ha sequestrato 2,6 milioni di euro.

Le fiamme gialle hanno eseguito un’ordinanza cautelare di arresti domiciliari firmata dal gip del tribunale di Ragusa, nei confronti dell’imprenditore indagato per il reato di bancarotta fraudolenta.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Ragusa Bernardo Petralia, è stata condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria e dai militari della locale sezione di Polizia giudiziaria. L’uomo, Sandro Gasperini di 54 anni, è stato arrestato a Bagnacavallo in provincia di Ravenna. Le indagini, focalizzate su un arco temporale compreso fra il 2011 e il 2016, sono state condotte anche attraverso il minuzioso esame dei movimenti bancari del soggetto indagato e di una serie di società collegate operanti sul territorio della provincia di Ravenna, hanno fatto emergere una rilevante distrazione di utilità e beni societari, per un ammontare complessivo di oltre 2,3 milioni.

Il consistente depauperamento della cassa societaria, finalizzato principalmente a frodare i numerosi creditori della società, sottoposta alla procedura di concordato preventivo, è stato perpetrato attraverso una serie di articolati artifizi contabili e sistematiche fittizie cessioni di quote, da contestuali ed immotivate svalutazioni di partecipazioni societarie, da continui cambi di sede, da ripetute alternanze dei vertici delle imprese coinvolte, nonché dalla falsificazione dei libri e delle scritture contabili al fine di ritardare il più possibile gli effetti del fallimento, ormai inevitabile stante la grave situazione in cui versava la società.

È stato anche acclarato che le somme distratte sono state utilizzate anche per l’acquisto di due terreni edificabili, ubicati in provincia di Ravenna e poi fittiziamente ceduti ad un'altra società avente sede in Roma ma sempre amministrata dall’indagato G.S., in violazione alle norme sul riciclaggio.

Per questo motivo, il Gip del Tribunale di Ragusa, accogliendo la richiesta della Procura ha emesso anche un decreto di sequestro preventivo dei terreni aventi un estensione complessiva di quasi 8000 mila metri quadri provento del reato di bancarotta fraudolenta ed il cui valore stimato ammonta ad oltre 2 milioni di euro. Le indagini hanno consentito, inoltre, di denunciare alla Procura altre cinque persone ritenute responsabili in concorso con l’arrestato dei reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e false comunicazioni sociali, alcuni dei quali già gravati da precedenti specifici e arresttai anche nel mese di luglio 2016, dalla Guardia di Finanza di Ravenna, nell’ambito di un filone investigativo diretto dalla Procura della Repubblica romagnola che aveva consentito di sequestrare un noto complesso alberghiero insistente nel ravennate.

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