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"Caporalato" a Ragusa, arrestato imprenditore. Gli operai: "Che significa la parola ferie?"

Operazione Freedom della Polizia in tutta la provincia iblea. Denunciate altre undici persone. Braccianti stranieri sfruttati per 25 euro al giorno

"Caporalato" a Ragusa, arrestato imprenditore. Gli operai: "Che significa la parola ferie?"

Un altro imprenditore arrestato e undici persone denunciate per sfruttamento della manodopera, nove aziende controllate tra Santa Croce, Modica, Vittoria e Acate e 116 braccianti (55 rumeni di cui 27 donne, 28 centro-africani di cui 2 donne, 7 albanesi, 1 donna polacca e 25 italiani di cui 2 donne) identificati. E’ questo il bilancio di una maxi operazione denominata Freedom della Squadra Mobile di Ragusa, con l’ausilio dei poliziotti dei Commissariati di Comiso, Modica e Vittoria. I controlli anti caporalato sono scattati anche in diversi altri luoghi del Paese (Caserta, Foggia, Latina, Potenza e Reggio Calabria), coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine. L'obiettivo era il contrasto dello sfruttamento di migranti irregolari costretti per pochi euro a lavorare con orari pesantissimi, in condizioni anche igieniche disumane, senza alcun giorno di riposo o altro diritto garantito.

I controlli hanno richiesto l’intervento anche del personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell’ASP di Ragusa e del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro.

La Polizia Scientifica ha video documentato ogni attività condotta in questi giorni, al fine di cristallizzare quanto accertato dagli uomini della Squadra Mobile che hanno coordinato tutti gli agenti operanti. Oltre alla presenza di diverse aziende che rispettavano in pieno le normative vigenti in ordine al contratto di lavoro come braccianti agricoli, purtroppo sono state riscontrati diversi illeciti penali.

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Undici persone sono state denunciate per sfruttamento della manodopera e nel caso più grave registrato a Vittoria, i poliziotti hanno arrestato Francesco Miccichè, 55 anni di Vittoria. L’uomo è stato posto ai domiciliari. Gli operai hanno raccontato ai poliziotti di svolgere le mansioni di bracciante agricolo addetto alle colture in serra, di lavorare almeno 8 ore al giorno per una paga giornaliera di 25 euro (e non 59 così come previsto) corrisposti ogni settimana con denaro contante, di non godere di nessun periodo di ferie (alcuni, addirittura, hanno affermato, così come già riscontrato, di sconoscere il significato della parola) e non aver mai frequentato un corso sulla sicurezza o una visita medica. Fortissimo il timore di essere licenziati, sia qualora avessero richiesto un aumento della paga, sia nel caso in cui l’efficienza nel lavoro non avesse soddisfatto le esigenze dell’incaricato alla loro vigilanza.

L’Ispettorato del Lavoro ha riferito di aver constatato, nell’ambito dell’intera attività portata a termine in questi giorni, illeciti amministrativi con sanzioni per circa 60 mila euro. Considerato quanto constatato, sono state sospese 3 attività imprenditoriali in attesa che regolarizzino la posizione di tutti i 16 lavoratori in nero assunti.

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