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Sanità: Adi, Italia invecchia, più strutture di dietetica e nutrizione clinica

Sanità: Adi, Italia invecchia, più strutture di dietetica e nutrizione clinica

Roma, 20 ott. (AdnKronos Salute) - L'Italia è "sempre più un Paese di anziani. L'età della popolazione si sta allungando in maniera rilevante, mentre le prospettive di vita sana e di qualità stanno diminuendo a causa dell'insorgere di patologie croniche. E' necessario ripensare con urgenza l'offerta sanitaria nazionale con canoni più moderni, maggiormente centrati sul paziente e che prendano soprattutto in seria considerazione l'importanza della nutrizione clinica nei percorsi di prevenzione e cura". Così gli esperti dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), riuniti ad Assisi nel XVII Corso nazionale dedicato all'alimentazione e alla nutrizione dell'anziano, commentano i recenti dati Ocse sull'invecchiamento.

Nel nostro Paese, le persone sopra i 65 anni superano già i 13,5 milioni e rappresentano il 22% della popolazione totale. Gli anziani che hanno più di 80 anni sono 4,1 milioni, gli ultranovantenni 727 mila e gli ultracentenari 17 mila, secondo i dati Istat. "Dati preoccupanti e da non sottovalutare non solo dal punto di vista sociale, ma anche dell'impatto sulla spesa sanitaria - sottolineano - L'86% delle persone con più di 75 anni dichiara, infatti, di soffrire di una qualche patologia cronico degenerativa e sappiamo bene che dopo i 70 anni la spesa sanitaria pro capite raddoppia".

Secondo gli esperti di Adi, dunque, "nell'immediato vanno individuate nuove modalità di finanziamento ed erogazioni delle prestazioni sanitarie, ma soprattutto vanno integrate le strutture di dietetica e nutrizione clinica nelle aziende sanitarie utili a prevenire e trattare patologie legate all'alimentazione". L'anziano è particolarmente vulnerabile soprattutto alla malnutrizione. "Una corretta alimentazione, con un adeguato apporto di energia e nutrienti, e un adeguato stile di vita - concludono - rappresentano i pilastri cardine che possono rallentare il processo di invecchiamento e permettere un discreto livello di autonomia e una buona efficienza delle funzioni cognitive".

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