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Dalle visite al pronto soccorso tanti i disagi

Disabili: l'indagine, in 78% ospedali italiani 'barriere' sanitarie, accoglienza negata

Disabili: l'indagine, in 78% ospedali italiani 'barriere' sanitarie, accoglienza negata
Roma, 1 apr. (AdnKronos Salute) - 'Barriere' materiali e culturali negano un'adeguata accoglienza ai disabili che entrano negli ospedali italiani per una visita o un ricovero. Accade nel 78% delle strutture, che non prevedono spazi di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Mentre in due su tre non c'è un percorso prioritario per questi pazienti. E' la fotografia scattata dall'indagine conoscitiva sui percorsi ospedalieri per le persone con disabilita' realizzata dalla onlus 'Spes contro spem' con l'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane dell'Universita' Cattolica di Roma e presentata all'Istituto superiore di sanità a Roma. In sostanza - osserva l'indagine - l'attesa al pronto soccorso, un esame invasivo per diagnosticare una malattia, la degenza in reparto, situazioni che rappresentano disagi per qualsiasi paziente, si trasformano in un vero e proprio ostacolo per chi vive in una condizione di fragilità. "Le 'barriere sanitarie' rischiano di essere insormontabili sopratutto negli ospedali del Mezzogiorno e sono la prova di un ennesimo divario tra Nord e Sud - si sottolinea - basti pensare che per le persone con disabilità cognitiva sono previsti percorsi sanitari nel 29% degli ambulatori e dei reparti del Nord Italia contro il 6,5% al Sud". All'indagine conoscitiva hanno risposto 161 direzioni sanitarie di ospedali, pari al 19,8% di quelle contattate (in totale 814). Oltre la metà delle strutture che hanno risposto (60,2%) sono ospedali a gestione diretta di Asl, seguite da aziende ospedaliere (23%). I policlinici universitari e gli Irccs rappresentano il 6,8%. "In Italia le persone disabili vanno in ospedale il doppio delle volte rispetto a quelle senza disabilità, ma tranne iniziative isolate - ricorda il report - gli ospedali non prevedono percorsi di cura personalizzate". "C'è una scarsa sensibilità negli ospedali italiani verso le esigenze di assistenza dei disabili - sottolinea all'AdnKronos Salute Alessandro Solipaca, responsabile scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane - Anche se in Italia è stato fatto molto, abbiamo infatti delle leggi sulla disabilità che ci mettono sullo stesso livello di molti Paesi Ue, c'è tantissimo lavoro da fare. Dietro queste mancanze c'è anche un problema di fondi e di risorse, poi negli ultimi anni i vincoli di finanza pubblica non hanno aiutato. Purtroppo dall'indagine non emergono dati positivi, è sconfortante rilevare che non viene fatto nulla di quello che servirebbe per migliorare l'assistenza dei disabili in ospedale. Manca tutto quello servirebbe, dai percorsi per i non vedenti all'attenzione ai rapporti con le famiglie". Il report sottolinea che nessuna struttura ha mappe a rilievo per persone non vedenti, mentre solo il 10,6% è dotato di percorsi tattili. I percorsi tattili sono assenti negli ospedali monitorati nelle regioni del Mezzogiorno, mentre sono presenti in circa il 13% di quelli del Centro-Nord. I display luminosi per le persone con deficit uditivo sono presenti nel 57,8% degli ospedali. La percentuale scende al 45,2% in quelli del Mezzogiorno. Migliora, invece, la situazione per quanto riguarda la presenza della figura del 'case manager' (prevista nel 61,5% delle strutture)". "Due strutture sanitarie su tre sono impreparate ad accogliere persone con disabilità - afferma Walter Ricciardi, presidente dell'Iss - E' un dato, quello fornito da questo studio, che deve farci riflettere sull'importanza di insistere nella costruzione di un sistema che punti alla centralità della persona nei servizi di cura e assistenza. Questa prima indagine nazionale può diventare senz'altro un punto di partenza per censire non solo la qualità dell'offerta di cura - conclude - ma anche il suo livello di umanizzazione".

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