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Formaggio contaminato all'origine dell'epidemia che ha causato 3 morti

Alimenti: focolaio E.coli in Romania, Iss decisivo per identificare cause

Alimenti: focolaio E.coli in Romania, Iss decisivo per identificare cause
Roma, 11 apr. (AdnKronos Salute) - L'indagine dell'Istituto superiore di sanità (Iss) è stata decisiva per identificare la natura e la fonte del focolaio di Sindrome emolitico uremica (Seu) associata ad infezione da E.coli produttore di Verocitotossina (Vtec), che ha causato 3 decessi in Romania e un contagio in Italia. "Senza questa collaborazione, la causa dell'epidemia rumena sarebbe a tutt'oggi rimasta oscura, con possibili conseguenze per la salute pubblica, non solo in Romania ma anche in Italia e altri Paesi Ue", sottolinea l'Iss. All'origine del caso italiano c’è il consumo di un formaggio contaminato prodotto da una ditta rumena, che ha attualmente sospeso l'attività e ritirato dal mercato tutti i suoi prodotti. In Romania, per la sua ampiezza e gravità (19 casi di Seu e 3 decessi), l'episodio ha avuto un forte impatto mediatico e politico, tanto da richiedere il supporto dell'Ecdc per le indagini epidemiologiche. "La consolidata esperienza del Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per E. coli e la collaborazione con il Registro Italiano Seu sono state decisive per il successo delle indagini condotte in Romania ed in Italia, dove si è verificato un caso collegato, consentendo di ottenere indicazioni sulla natura e la fonte del focolaio epidemico", precisa l'Iss. Sebbene anche in Italia fosse circolata la notizia di un possibile collegamento con i formaggi rumeni, questo risultato infatti non era dimostrato. Ora la pubblicazione di un report ufficiale da parte degli organismi di supporto della Commissione Europea riconosce tale conclusione. Sia il Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per E.coli che il Registro della Sindrome emolitico uremica coordinato dall'Iss hanno dato ampio supporto alle attività di indagine svolte dall'Ecdc e dalle autorità sanitarie in Romania, fornendo le competenze necessarie ad impostare le indagini epidemiologiche, e soprattutto il supporto diagnostico per inquadrare il focolaio sul piano eziologico. La rapida segnalazione del caso di Seu ricoverato all'ospedale Meyer di Firenze e la massima collaborazione con le autorità competenti nel settore della sanità pubblica e della sicurezza alimentare, "sono stati cruciali per consentire il completamento delle indagini" che, oltre all'Iss, hanno coinvolto le autorità competenti della regione Toscana, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana e il ministero della Salute. "Il nostro Istituto ha ricevuto il ringraziamento ufficiale da parte dell'Ecdc e del ministro della Salute della Romania per il supporto fornito alle indagini, come preziosa testimonianza della irrinunciabilità di un modello collaborativo per affrontare un grave problema di sanità pubblica quale la Seu e le infezioni da Vtec", conclude l'Iss.

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