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Da Aupi 'appello al contrario', scegliete altre Facoltà, su 100 mila lavora la metà con stipendi pessimi

Situazione esplosiva, scuola non orienta e serve dialogo Governo-atenei

Situazione esplosiva, scuola non orienta e serve dialogo Governo-atenei
Milano, 28 giu. (AdnKronos Salute) - Siamo troppi e mal pagati: ragazzi, da grandi fate un altro mestiere perché scegliendo questo solo la metà lavora e con gli stipendi più bassi in assoluto. Suona più o meno così, come un singolare 'appello al contrario', quello lanciato dall'Aupi (Associazione unitaria psicologi italiani) ai giovani che dopo gli esami di maturità si preparano a intraprendere la carriera universitaria. "Non vogliamo una società di illusi - dice il segretario generale Aupi, Mario Sellini - Evitiamo il lungo calvario che molti affrontano per iniziare questa professione, raggiungendo comunque risultati scarsissimi" e rischiando un futuro di disoccupazione: "Non vi è dubbio che la società odierna abbia 'fame di psicologia', ma non di uno psicologo ogni 600 abitanti". L'Aupi fa i conti e scoraggia gli aspiranti terapeuti della mente. "Cento mila sono gli psicologi iscritti all'Ordine nazionale, mentre poco più di 51 mila sono gli iscritti all'Enpap, la cassa di previdenza della categoria. Diecimila sono gli psicologi assunti nelle Asl o in altre strutture preposte, e ben 30 mila quelli disoccupati destinati ad aumentare, dato che ogni anno escono dalle università italiane circa 6 mila psicologi e solo la metà si iscrive alla cassa di previdenza che conta circa 3.300 iscritti l'anno". Senza contare le "retribuzioni pessime", rincara l'Associazione: "Il reddito medio lordo per i pochi fortunati che riescono a trovare lavoro è di circa 14 mila euro l'anno e le donne, che rappresentano all'incirca l'80% della categoria, guadagnano ancora molto di meno rispetto ai colleghi maschi". Eppure, a dispetto di "uno scenario poco edificante, sempre più giovani si iscrivono alla Facoltà di Psicologia". Per Sellini è quindi "chiaro che ci sia qualcosa che non funziona nel sistema scuola". "L'ultimo rapporto 'Alma Laurea', che monitora l'inserimento lavorativo dei laureati fino ai 5 anni dal conseguimento del titolo, è disarmante - incalza l'Aupi - Le professionalità sanitarie e la psicologia sono agli ultimi posti nella classifica dell'occupazione post-laurea. Il tasso di disoccupazione, rispetto a tutte le altre professioni, è del 12,8%. Ed è a dir poco sconcertante la classifica delle retribuzioni dove la psicologia occupa l'ultimo posto con una media di 980 euro al mese". Sellini punta il dito contro il sistema scolastico che rischia di essere una 'fabbrica di sogni' senza speranza di realizzarsi. "Il Governo spende 6-7 mila euro l'anno per ogni iscritto all'università" e quindi, "nel momento in cui i giovani fanno orientamento o vengono guidati dagli insegnanti nella scelta dei propri studi - afferma il segretario dell'Associazione - dovrebbero conoscere la realtà che invece pare sfuggire ai più. Anche le famiglie dovrebbero informarsi sulle scelte dei propri figli e conoscere le scarsissime possibilità di alcuni percorsi universitari. Fra qualche giorno moltissimi neo diplomati decideranno la propria carriera universitaria, ma conoscono gli sbocchi occupazionali? Serve informare le famiglie e gli studenti, selezionare i migliori e limitare il numero degli iscritti a Psicologia". In conclusione, urge "un dialogo fra il Governo e gli atenei per gestire questa situazione esplosiva".

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