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Crollo casi conclamati grazie a farmaci antiretrovirali. Ma esperti avvertono, l'Hiv non è morto

L'Australia dichiara la fine dell'epidemia

L'Australia dichiara la fine dell'epidemia
Melbourne, 11 lug. (AdnKronos Salute/Xinhua) - L'Aids "non è più un problema di salute pubblica" in Australia, che si unisce al piccolo gruppo di Paesi in cui l'epidemia si ritiene superata con successo. Grazie ai farmaci antiretrovirali, il numero di diagnosi di sindrome da immunodeficienza acquisita nel Paese è sceso a livelli tali da portare l'Australian Federation of Aids Organisations (Afao), il Peter Doherty Institute di Melbourne e il Kirby Institute del Nuovo Galles del Sud ad annunciare che la malattia nelle sue dimensioni epidemiche è finita. Nonostante questo, si tiene a precisare, l'Hiv non è morto: secondo l'Australian Broadcasting Corporation (Abc), ogni anno si registrano mille nuovi casi di infezione. E nel 10% la fase è avanzata, puntualizza sempre alla Abc Sharon Lewin, direttore del Peter Doherty Institute. "Uno dei problemi che ancora abbiamo in Australia - spiega - riguarda le persone che non si sottopongono al test, non sanno di essere state contagiate e lo scoprono solo quando hanno già sviluppato l'Aids o presentano danni immunitari significativi". In Australia il picco dell'emergenza Aids si è avuto fra gli anni '80 e '90 del secolo scorso, quando la patologia uccideva circa mille persone all'anno. Successivamente, dalla metà degli anni '90 i casi di malattia conclamata sono nettamente diminuiti con l'introduzione dei farmaci antiretrovirali che contrastano l'evoluzione dell'infezione da Hiv nella sindrome vera e propria. "Grazie a queste terapie - ricorda Lewin - abbiamo assistito alla trasformazione dell'Hiv da sentenza di morte a patologia cronica gestibile". Il Ceo dell'Afao, Darryl O'Donnell, evidenzia come il numero dei decessi da Aids in Australia abbia raggiunto il minimo storico. "La malattia così come l'abbiamo conosciuta è finita - dichiara a Fairfax Media - Abbiamo potuto contare su trattamenti di efficacia straordinaria e gli sforzi degli attivisti negli anni '80-90 hanno contribuito moltissimo alla battaglia". Una lotta che non può ne deve fermarsi, ammoniscono gli specialisti: 35 milioni di persone nel mondo convivono con l'Hiv, in particolare nella regione Asia-Pacifico dove ogni anno si contano 1,2 mln nuove infezioni da virus dell'Aids e 180 mila nuovi casi di malattia conclamata.

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