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Sanità: rapporto Mes, Toscana promossa, bene Emilia, Friuli, Lombardia e Veneto

Sanità: rapporto Mes, Toscana promossa, bene Emilia, Friuli, Lombardia e Veneto
Roma, 26 lug. (AdnKronos Salute) - Un bersaglio dal rosso al verde scuro per valutare le performance della sanità regionale. I risultati del confronto tra i servizi sanitari delle varie Regioni attraverso il sistema di valutazione del Mes, il Laboratorio management e sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, promuovono quest'anno la Toscana: la regione ha infatti la maggior parte degli indicatori nelle tre fasce centrali (verde scuro: performance ottima; verde chiaro: buona; giallo: media); solo due in fascia arancione (scarsa); e nessuno in fascia rossa (molto scarsa). Bene anche, pur con una maggior frequenza di indicatori in fascia arancione o ai limiti del rosso, i 'bersagli' di Emilia Romanga, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. Il network di Regioni che condivide il medesimo sistema di valutazione della performance, coordinato dal Mes, ha reso così pubblici sul web i risultati per il 2015, che stamani l'assessore al Diritto alla salute della Toscana Stefania Saccardi ha presentato in conferenza stampa assieme a Sabina Nuti, direttore del Mes. Le Regioni che hanno seguito la Toscana nel sistema di valutazione della performance e hanno aderito nel 2016 - su base volontaria al network - sono Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia e le P.A. di Trento e di Bolzano. "Anche in questo caso, come è già avvenuto nei mesi passati per il Programma nazionale esiti e per la griglia Lea, che hanno visto la Toscana sul podio delle Regioni per i servizi sanitari erogati ai propri cittadini - commenta Saccardi - non siamo noi a vantare primati. Lo dicono dati obiettivi, gli strumenti di un sistema di valutazione ormai collaudato, che analizza le performance delle varie Regioni, con criteri scientifici uguali per tutti". La collaborazione nasce per fornire un quadro dell'andamento dei sistemi sanitari regionali e delle loro componenti, attraverso il confronto di un set di circa 270 indicatori condivisi; a 115 è associata una valutazione. Gli indicatori vengono raggruppati, tramite una struttura ad albero, in 35 indicatori di sintesi, rappresentati in forma grafica attraverso il "bersaglio", con 5 fasce di valutazione. I risultati, inoltre, sono articolati in sei macro-aree: la valutazione dello stato di salute della popolazione presenta indicatori di mortalità e inerenti gli stili di vita; la capacità di perseguimento delle strategie regionali include indicatori quali la gestione del dolore, gli screening oncologici e le copertura vaccinale. La valutazione socio-sanitaria comprende indicatori di governo della domanda, di appropriatezza, di efficienza e di qualità; la valutazione da parte dell'utenza; la valutazione interna considera il livello di soddisfazione del personale delle aziende sanitarie; infine, la valutazione economico-finanziaria e di efficienza operativa monitora l'efficienza farmaceutica, la sicurezza sul lavoro, oltre ad alcuni indicatori economici relativi ai costi. La valutazione del sistema sanitario toscano a confronto con le altre realtà regionali restituisce un quadro complessivamente molto buono. La maggior parte degli indicatori oggetto di monitoraggio migliora ulteriormente rispetto al 2014 "e per il 37,5% si registra, oltre a un miglioramento, anche la riduzione della variabilità intra-regionale, a riprova della buona capacità di governance del sistema - continua la Regione Toscana - Gli indicatori relativi di mortalità infantile, per tumori, per malattie cardiocircolatorie e per suicidi denotano il buon livello di salute della popolazione toscana". E ancora, in Toscana tra il 2014 e il 2015 si riduce ulteriormente la durata delle degenze - sia di tipo medico, sia di tipo chirurgico - confermando l'uso efficiente della risorsa ospedaliera. Un elemento di attenzione è tuttavia rappresentato dai tempi di attesa prima del ricovero per interventi chirurgici per tumore al retto e per tumore alla prostata, leggermente superiori ai 30 giorni massimi previsti dal ministero. Quanto alle altre Regioni che totalizzano numerosi indicatori positivi, i 'bersagli' verdi dell'Emilia Romagna sono svariati: si evidenzia il risultato positivo degli screening oncologici, peggiore invece il dato sulla copertura vaccinale e in 'rosso' l'appropriatezza prescrittiva diagnostica. Molti indicatori positivi in Friuli Venezia Giulia, ma restano in arancione le cure domiciliari, le coperture vaccinali e (tra rosso e arancio) gli abbandoni da pronto soccorso. Molto verde anche in Lombardia, dove spiccano in positivo i tempi di attesa per la chirurgia oncologica e il percorso oncologico, mentre fra i 'nei' ci sono le cure domiciliari e l'appropriatezza prescrittiva diagnostica. Infine il Veneto: anche qui sono molti gli elementi in verde sul bersaglio, a fronte del 'nodo' dell'appropriatezza prescrittiva diagnostica.

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