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Alimenti: l'amore antico per i cibi meno sani, celebrati già in quadri '500

Analisi dipinti europei nei secoli, nel periodo rinascimentale solo 22% raffigura verdure

Alimenti: l'amore antico per i cibi meno sani, celebrati già in quadri '500

Milano, 26 lug. (AdnKronos Salute) - Non un desiderio moderno, ma un amore antico. L'irresistibile attrazione per i cibi meno sani ci accompagna da secoli. E la prova degli ancestrali peccati di gola è stata immortalata, a imperitura memoria, da 500 anni di quadri. Tutti univoci quelli a tema alimentare nel 16esimo secolo: celebrano pane, carne, crostacei, salumi e snobbano le verdure. Lo dimostra un'analisi dei dipinti europei pubblicata su 'Sage Open' e condotta da ricercatori degli Usa. Gli anglosassoni li chiamano 'indulgent food'. Sono alimenti attraenti e confortevoli, ricchi di grassi, zuccheri e carboidrati. Le diete moderne li limitano all'osso, la pittura li erge a protagonisti indiscussi, almeno delle fantasie di antenati e pronipoti.

"I pasti sopra le righe a base di alimenti meno sani non sono un desiderio recente", spiega l'autore dell'analisi Brian Wansink, direttore del Cornell Food and Brand Lab e autore di 'Slim by Design'. Intere generazioni ne sono state stregate. In particolare "i dipinti del cosiddetto periodo rinascimentale sono carichi di alimenti dai quali oggi veniamo messi in guardia. Sale, salsicce, pane e ancora pane". I ricercatori hanno iniziato prendendo in considerazione 750 dipinti 'alimentari' degli ultimi 500 anni e si sono poi concentrati su 140 quadri raffiguranti scene di pasti in famiglia. Su 36 opere del Rinascimento, l'86% ritrae il pane, il 61% la carne, mentre solo il 22% ha come 'soggetto' le verdure.

Gli esperti fanno notare anche un altro particolare: i cibi più comunemente dipinti non erano quelli più disponibili all'epoca. Per esempio il vegetale più frequentemente raffigurato è il carciofo, il frutto più 'gettonato' il limone, la carne più comunemente messa su tela è quella dei crostacei, di solito aragoste.

Secondo gli autori, venivano spesso preferiti da un punto di vista creativo i cibi esteticamente piacevoli in grado di solleticare le aspirazioni delle persone. Alla fine, conclude il coautore del lavoro Andrew Wislogel (Johnson Museum of Art, Cornell University) "la nostra storia d'amore con gli alimenti visivamente accattivanti, decadenti, legati allo status, non è nulla di nuovo. Era già ben radicata 500 anni fa".

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