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Alimenti: energy drink passione per 68% teenager, mossa del Parlamento Ue

No a indicazioni nutrizionali su effetti concentrazione per evitare rischi da consumi eccessivi

Alimenti: energy drink passione per 68% teenager, mossa del Parlamento Ue

Roma, 29 lug. (AdnKronos Salute) - Piacciono ai giovanissimi, negli spot promettono di potenziare attenzione e concentrazione, ma questo mese il Parlamento Europeo "ha messo il veto alla proposta della Commissione di permettere sulle bibite energizzanti che contengono caffeina la presenza di indicazioni nutrizionali che ne promuovano la capacità di aumentare l'attenzione o la concentrazione. I deputati spiegano che simili annunci potrebbero incoraggiare un'eccessiva assunzione di zucchero da parte degli adolescenti, che sono i maggiori consumatori di queste bevande", ma anche di caffeina. Lo sottolinea Elga Baviera, biologa esperta in sicurezza alimentare e tutela della salute, che analizzando il fenomeno ricorda come secondo parlamentari "il 68% degli adolescenti e circa il 18% dei bambini consumano regolarmente energy drink".

Nella risoluzione, si precisa inoltre che "il 25% degli adolescenti che consumano bevande energetiche beve tre o più lattine di seguito, e che le indicazioni proposte potrebbero incoraggiare il consumo di quantità ancora maggiori di tali bevande". Ma cosa c'è in queste bevande? "Una lattina da 250 ml di bibita energizzante può contenere fino a 27 grammi di zucchero e 80 milligrammi di caffeina; tali bibite - afferma la biologa - sono state associate a cefalea, disturbi del sonno e problemi comportamentali nei bambini e adolescenti che ne fanno regolarmente uso".

Proprio pensando ai giovanissimi, i deputati chiedono agli Stati membri di prendere in considerazione l'introduzione di norme sulla commercializzazione delle bevande ad alto contenuto di caffeina e degli alimenti per bambini e adolescenti con caffeina aggiunta. "A tale proposito l'Efsa, in una relazione sulle bevande energetiche, aveva fornito indicazioni sui consumi - ricorda Baviera - Per quanto riguarda gli adulti (18-65 anni) circa il 30% degli intervistati era consumatore di bevande energetiche, e in circa il 12% dei casi il consumo era 'elevato e cronico', con una media di 4,5 litri in un mese. Quanto agli adolescenti (10-18 anni), circa il 68% degli intervistati le beveva e in circa il 12% di questi il consumo era elevato e cronico, con una media di 7 litri in un mese".

Inoltre circa il 18% dei bambini di 3-10 anni beve energy drink, e "in circa il 16% di questi il consumo era definito 'elevato e cronico", con "quasi 4 litri in un mese. Per lo studio - prosegue l'esperta - sono state prese in considerazione bevande energetiche non alcoliche contenenti caffeina, taurina o vitamine (spesso in combinazione con altri ingredienti) immesse sul mercato per i loro effetti stimolanti, energizzanti e di amplificazione delle prestazioni, reali o percepiti. Ulteriori studi - continua - hanno evidenziato che per i bambini e gli adolescenti le informazioni disponibili sono insufficienti a indicare un valore soglia sicuro di assunzione di caffeina". Non solo. "In un report del 2000 (The Safety Aspects of Dietary Caffeine) citato dal Food Standards Australia New Zeland si specifica che, nonostante i pochi studi a disposizione sui bambini di età superiore all’anno o negli adolescenti, prendendo in considerazione i dati di metabolismo e farmacocinetica, è possibile ipotizzare l’insorgenza di una 'sindrome da astinenza', così come è stato possibile individuare aumenti del livello di ansia nei bambini a dosi corrispondenti a 95 mg (3 mg/kg di peso corporeo/giorno nei bambini di età 5-12 anni", conclude.

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