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Sesso: studio a 'sorpresa', millennials lo fanno meno di generazione X

Per la prima volta i più 'anziani' risultano maggiormente attivi sotto le lenzuola

Sesso: studio a 'sorpresa', millennials lo fanno meno di generazione X

Roma, 2 ago. (AdnKronos Salute) - Da tempo immemorabile, le generazioni più anziane sono sempre sembrate più 'bigotte' rispetto alle abitudini sessuali dei giovani. Nel mondo d'oggi, tuttavia, tutto si ribalta: i 'millennials' risultano meno attivi sotto le lenzuola rispetto alla 'generazione X', secondo un nuovo studio condotto dalla San Diego State University, dalla Florida Atlantic University e dalla Widener University (Usa), pubblicato sulla rivista 'Archives of Sexual Behavior'.

Il gruppo di ricerca ha analizzato i dati di 26.707 persone intervistate per la General Social Survey, un sondaggio rappresentativo a livello nazionale degli adulti statunitensi che ha incluso membri della attuale generazione e di quella precedente. I ricercatori hanno scoperto che i giovani di oggi hanno meno probabilità di avere avuto rapporti sessuali a 18 anni d'età. Inoltre, a confermarlo ci sono i dati della Youth Risk Behavior Survey dei Centers for Disease Control: la percentuale di studenti delle scuole superiori degli Stati Uniti che hanno avuto rapporti sessuali è scesa dal 51% nel 1991 al 41% nel 2015.

Secondo Jean Twenge, che ha guidato l'analisi e che è anche autore del libro 'Generation Me', il 15% dei 20-24enni nati nel 1990 non ha riportato nessun partner sessuale all'età di 18 anni, contro solo il 6% della 'generazione X'. Una sorpresa, questa 'inattività sessuale', in netto contrasto con la cosiddetta 'cultura del collegamento' così pervasiva tra i millennials, fanno notare gli autori.

"Le app di online dating dovrebbero, in teoria, aiutare i millennials a trovare partner sessuali più facilmente", rilevano. "Tuttavia, la tecnologia può avere l'effetto opposto: i giovani spendono così tanto tempo nella realtà virtuale che interagiscono meno di persona, e quindi molti, alla fine, non hanno rapporti sessuali".

Secondo Twenge, "questa generazione è molto interessata alla sicurezza, cosa che appare anche nel consumo ridotto di alcol e nella ricerca di 'spazi sicuri' all'interno dei campus. I giovani, insomma, sono molto avversi al rischio rispetto al passato, e questo atteggiamento può influenzare le scelte sessuali". Altri fattori che potrebbero contribuire sono la disponibilità diffusa di pornografia, l'età più avanzata al primo matrimonio e un maggiore accesso all'intrattenimento istantaneo online, spesso 'alternativa' al sesso.

"Questa generazione sembra aspettare più a lungo per fare sesso, con una crescente minoranza che aspetta anche i 20 anni o più - conclude Twenge - Se da una parte il fatto che gli adolescenti scelgano di aspettare fino a quando non sono pronti è una buona notizia per la salute sessuale ed emotiva dei ragazzi, quando i giovani adulti rinunciano completamente al sesso si privano di alcuni vantaggi di una relazione romantica".

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