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Dall'Umbria la 'salsiccia della salute', meno sale e grassi

Collaborazione Ausl 1-Cesnu-Adi

Dall'Umbria la 'salsiccia della salute', meno sale e grassi

Roma, 18 ago. (AdnKronos Salute) - Nasce in Umbria la 'salsiccia del benessere', studiata per migliorare questo apprezzato alimento simbolo della regione anche sul piano della salute. Nelle nuove ricette 'salutiste' ci saranno infatti meno grassi, ma soprattutto meno sale, ingrediente responsabile dell'aumento della pressione arteriosa, principale causa di infarto, ictus e altre patologie.

L'Umbria si orienta così verso la produzione di salumi a basso contenuto di sale, secondo le indicazioni del programma di studio ed educazione alimentare 'Città del ben…essere!!', nato a Gubbio dalla collaborazione tra l'azienda Usl Umbria 1 e il Centro studi nutrizione umana (Cesnu), con il patrocinio dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi). E sabato 3 settembre, nella cittadina umbra, una 'Marcia della pace alimentare' accenderà i riflettori sull'impatto dei temi nutrizionali sulla sanità pubblica.

In Italia, ricordano gli esperti in una nota, il consumo giornaliero di sale è almeno il doppio rispetto a quanto raccomandato dall'Oms, cioè fino a 5 grammi (più o meno un cucchiaino da tè), corrispondenti a circa 2 grammi di sodio. Già da alcuni anni sono state messe in campo iniziative per ridurne l'uso, poiché è dimostrato che il sale da cucina (o cloruro di sodio) favorisce non solo l'aumento della pressione arteriosa, ma anche calcolosi renale, osteoporosi e alcuni tumori (in particolare quello allo stomaco).

E visto che il pane è uno degli elementi che porta a un maggiore consumo di sodio nell'arco della giornata (una sola fetta ne apporta circa 0,15 grammi), in Italia la prima strategia per la riduzione del sodio è partita dal pane meno salato: nel 2009 il ministero della Salute ha siglato un accordo con i produttori di pane a livello industriale e artigianale, per diminuire entro il 2011 il contenuto di sale del 15%, una riduzione minima non percepibile a livello di gusto.

"La strategia adottata a livello nazionale - sottolinea il coordinatore del progetto Guido Monacelli, medico nutrizionista dell'Ausl Umbria 1 e presidente regionale Adi - avrebbe tuttavia una limitata efficacia in regioni come l'Umbria, dove il pane è storicamente 'sciapo' e prevale invece il consumo di altri alimenti tipici della tradizione e della gastronomia regionale ad alto contenuto di sale. Per questo si è deciso di intervenire sulla produzione di salumi e anche di formaggi (quest'ultimi ancora in fase sperimentale), con la convinzione di poter ribaltare il luogo comune secondo cui il prodotto tipico è buono ma fa male".

L'iniziativa, basata su una attenta rivisitazione scientifica e tecnologica della produzione dei salumi, è partita dall'Alto Chiascio grazie alla collaborazione di alcune aziende locali, dove vengono regolarmente prodotti salumi caratterizzati da riduzione del 35% della quantità di sale, uso esclusivo di sale iodato per contrastare le patologie tiroidee, aromatizzazione che privilegia il finocchio e il peperoncino a scapito del pepe, utilizzo di tagli magri (con diminuzione dell'apporto calorico e dei grassi saturi) e assoluta assenza di conservanti.

La 'Marcia' del 3 settembre metterà in evidenza questo e altri temi nutrizionali di forte impatto sul benessere della popolazione generale percorrendo un tratto del 'Sentiero di Francesco', il pellegrinaggio organizzato dalle Diocesi di Assisi e Gubbio.

L'evento sarà realizzato in occasione della 30esima edizione del progetto 'Città del ben…essere' che, sul tema 'Come nutrire il pianeta?', invita a fornire risposte concrete ai problemi mondiali della malnutrizione per difetto (carenza di iodio, acido folico, ferro, calcio/vitamina D) e per eccesso (sodio/sale, obesità). Un'attenzione speciale sarà rivolta alle scelte personali, sociali ed etiche, che passano dai modelli estetici femminili stressanti della nostra società all'iniziativa prevista in riferimento al progetto Onu 'Fame zero entro il 2030', con la concessione di 'Mucche in comodato d'uso' in alcuni villaggi dell'Etiopia.

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