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Sanità: appello Msf a Damasco e Mosca per fermare 'bagno di sangue'

La denuncia in una nota diffusa dalla ong

Sanità: appello Msf a Damasco e Mosca per fermare 'bagno di sangue'

Ginevra, 30 set. (AdnKronos Salute/Aki) - Medici senza frontiere ha lanciato un appello alla Siria e al suo principale alleato, la Russia, chiedendo che mettano fine "al bagno di sangue" che si sta consumando ad Aleppo, città nel nord della Siria devastata dal conflitto.

"Dagli aerei della coalizione guidati dal regime siriano piovono bombe. Tutta la parte est di Aleppo (controllata dai ribelli, ndr) è diventata un enorme bersaglio", ha denunciato in una nota il direttore delle operazioni di Msf, Xisco Villalonga. "Il governo - ha proseguito - dovrebbe fermare i bombardamenti sistematici" e "la Russia, in qualità di indispensabile alleato politico e militare della Siria, ha la responsabilità di esercitare la sua influenza per mettere fine a tutto questo".

Secondo le Nazioni Unite, nella parte est di Aleppo, dove vivono circa 250 mila persone sotto assedio, ci sono al momento solo 35 medici, mentre circa 600 feriti non possono ricevere cure per la mancanza di personale e di materiale adeguato.

Nella nota diffusa da Msf, che cita i dati forniti dalla Direzione sanitaria di Aleppo est, si sottolinea che gli ospedali ancora funzionanti nella zona hanno accolto tra il 21 e il 26 settembre 822 feriti, tra cui almeno 221 bambini, e oltre 278 morti, tra cui 96 bambini.

"Tutte le strutture sono piene - ha riferito Abu Waseem, direttore dell'ospedale traumatologico di Aleppo supportato da Msf - I pazienti devono aspettare che altri muoiano per avere un letto. Noi abbiamo solo tre sale operatorie".

"Al momento la città è in stato d'assedio totale, i convogli umanitari sono bersaglio degli attacchi e i bombardamenti sono intensi", ha aggiunto Villalonga che chiede "l'evacuazione dei malati più gravi e dei feriti. Se non verrà fatto nulla, allora avremo la conferma che le nostre paure erano fondate: il mondo avrà abbandonato la popolazione di Aleppo a una morte lenta e violenta".

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