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Sanità: appello Ipasvi, basta danneggiare immagine infermieri sui media

Lettera a Governo e Regioni, istituzioni intervengano per fermare cattiva informazione

Sanità: appello Ipasvi, basta danneggiare immagine infermieri sui media

Roma, 3 ott. (AdnKronos Salute) - "Nel 2016 abbiamo letto improbabili 'mansionari' su testate di rilievo nazionale, ben lontani da ciò che voi chiedete agli infermieri, ma che fanno parte spesso di compiti di altre figure che operano nelle strutture sanitarie, umiliando gli oltre 430 mila professionisti che ogni giorno vivono e operano nel nome del 'prendersi cura'". Così si apre la lettera che la Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi ha indirizzato al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, chiedendo l'intervento delle istituzioni per impedire la cattiva informazione diffusa sulla loro professione.

Nella missiva si fa riferimento a uno degli ultimi casi di presunta malasanità giunto alle cronache, relativo a una fisioterapista di Frosinone accusata di derubare i pazienti durante la riabilitazione. "Il titolo che primeggiava sui giornali era 'Arrestata infermiera'", osserva l'Ipasvi. Fra gli altri esempi citati "improbabili 'gare di aghi', smentite dai fatti accertati anche dalla Procura della Repubblica e ridotte a uno stupido 'gioco' verbale, comunque esecrabile dal punto di vista professionale - e per questo i Collegi competenti stanno intervenendo - di cui però sono stati additati come unici responsabili ancora una volta gli infermieri, ignorando che con loro a 'giocare' c'erano anche medici e non sottolineando che in realtà nulla è stato fatto a nessun paziente". E ancora "le 'infermiere killer', per le quali la cronaca ha calcato la mano quasi più sul fatto che fossero infermiere - anche prima del reale accertamento delle responsabilità - che non individui colpevoli di un gravissimo reato".

Per l'Ipasvi "questi sono solo alcuni esempi dell'ignoranza e della confusione mediatica che colpisce gravemente la nostra professione, e che mina alla base quel rapporto di fiducia e credibilità che i cittadini devono avere in chi li assiste per poter essere sereni nel momento in cui il Servizio sanitario affronta i loro reali e spesso urgenti bisogni di salute". La missiva è stata inviata per conoscenza anche al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, al presidente della Commissione Salute delle Regioni Antonio Saitta, al ministero della Giustizia, all'Ordine nazionale dei giornalisti, alla Federazione nazionale della stampa e alla Federazione nazionale editori giornali.

"Dove la responsabilità di un infermiere è stata accertata - ai precisa nella lettera - subito i Collegi e la Federazione sono intervenuti rigidamente per allontanare chi ha tradito il suo mandato di assistenza. Ma la notizia fin qui non arriva mai e i cittadini non sanno che nella nostra professione chi sbaglia paga, nel nome della tutela della loro salute, della loro integrità e anche del decoro della nostra attività".

"Per tutto questo - incalzano gli infermieri - chiediamo il vostro intervento urgente, presso le sedi competenti e presso chi diffonde a volte notizie senza fondamento e a forte rischio non solo per la professione, ma per lo svolgimento dell'assistenza e, quindi, per la salute dei cittadini".

"Il diritto di cronaca è sacro, non c'è dubbio - ammette la Federazione Collegi Ipasvi - ma lo è anche quello alla dignità personale professionale dei nostri iscritti, e soprattutto quello costituzionale alla salute dei cittadini che in questo modo si trovano ad affrontare una corsa a ostacoli per superare falsi spauracchi e ristabilire i veri principi dell'assistenza e della fiducia in chi li assiste. Questo 'massacro mediatico' deve finire: aiutateci e fate in modo di interromperlo ora", è l'appello finale degli infermieri.

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