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Farmaci: studio, pochi generici 'puri' in ospedale

Farmaci: studio, pochi generici 'puri' in ospedale

Roma, 12 ott. (AdnKronos Salute) - All'interno della componente ospedaliera della spesa, i farmaci generici rappresentano meno di un quarto (22,4%) del valore totale dei medicinali a brevetto scaduto, percentuale in aumento, ma ancora inferiore rispetto a quella relativa ai volumi, a segnalare un prezzo unitario medio più basso per i generici rispetto agli altri farmaci a brevetto scaduto. E' quanto emerge dal secondo rapporto Nomisma sul Sistema dei farmaci generici realizzato per Assogenerici, che fa il punto su numeri, tendenze e prospettive di policy sull’industria dei generici in Italia

I dati originali sulle gare ospedaliere in Italia, per la prima volta disponibili grazie a una collaborazione con Ihs, hanno inoltre permesso un’analisi mai condotta in precedenza. Dal punto di vista puramente descrittivo, negli ultimi anni è andato diminuendo il numero di lotti banditi (da 11.658 nel 2013 a 6.996 nel 2015) ed è avvenuto un cambiamento significativo nella tipologia di procedure utilizzate: nel 2011 il 73,8% dei lotti era bandito attraverso una procedura aperta e solo il 22% attraverso Sistemi dinamici di acquisto (Sda); nel 2015 la maggior parte dei lotti è ormai bandita attraverso Sda (78,6%) e solo il 7,5% attraverso procedura aperta, mentre il restante (13,9%) attraverso procedura negoziata pubblicata. Dal punto di vista della partecipazione delle imprese, due sono i dati significativi. Innanzitutto, si conferma un elevato livello di lotti deserti: nella media 2010-2014 questo fenomeno ha riguardato circa il 20% dei lotti, salendo al 27% nel 2015.

In secondo luogo, il tasso di partecipazione alle gare ospedaliere da parte delle imprese è andato calando negli ultimi 5 anni, in particolare rispetto ai medicinali usciti dalla scadenza brevettuale da più tempo. Entrambi questi elementi segnalano il rischio di un’eccessiva pressione sui prezzi, con conseguente rischio di indebolimento della concorrenza e di rischi di interruzione delle forniture, evidenzia lo studio.

Permane inoltre la problematica legata al payback ospedaliero. Al di là del continuo contenzioso legale giocato attorno alla metodologia di calcolo del ripiano, occorre urgentemente individuare modalità che rendano sostenibili la spesa ospedaliera senza gravare ulteriormente sulle imprese di generici, che sono quelle che garantiscono in origine gran parte del risparmio nell’acquisto dei farmaci.

Come sottolinea Federico Fontolan di Nomisma, "il sistema delle gare ospedaliere è stato molto efficiente nel contenere i costi, ma si trova adesso in una situazione in cui il peso per le imprese inizia ad essere difficilmente sostenibile, mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero sistema. Per questo ogni intervento futuro dovrà essere calibrato nell’ottica della sostenibilità industriale per le imprese operanti nel comparto ospedaliero, che più di ogni altra sono sottoposte alla pressione dei prezzi. Gli interventi sul sistema farmaceutico non possono più essere guidati solamente da un approccio di contenimento dei costi. E' necessario che ogni politica e ogni cambiamento delle regole sia orientato verso un’ottica economica di più ampio respiro, che tenga conto non solo degli effetti di breve termini sui bilanci pubblici, ma anche quelli di medio e lungo termine che derivano dalla crescita del tessuto industriale e produttivo".

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