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Migranti

Daniela Reale: «Accogliere i bambini migranti e rifugiati»

La siciliana che lavora con Save the Children UK in prima linea nelle fasi di negoziazione della Dichiarazione di New York approvata a all'Onu a settembre

La siciliana che lavora con Save the Children UK in prima linea nelle fasi di negoziazione della Dichiarazione di New York approvata a all'Onu a settembre

Daniela Reale all'Onu

Daniela Reale (a sinistra) con una collega di Save the Children all'Onu

Una siciliana in prima linea per mettere a punto la Dichiarazione di New York.

Il 19 settembre scorso si è svolto il primo vertice mondiale delle Nazioni Unite su rifugiati e migranti, durante il quale è stata adottata, da parte di 193 governi, la Dichiarazione di New York. Un primo passo per far fronte alla migrazione umana senza precedenti che il mondo si trova ad affrontare. La Dichiarazione sottolinea anche i gravi rischi affrontati dai bambini rifugiati e migranti, in particolare quelli che viaggiano da soli, e la necessità di fornire loro una protezione specifica e un’accoglienza mirata.

Su questo fronte sono stati presi diversi impegni, un risultato a cui si è arrivati grazie al lavoro lungo e laborioso svolto nelle stanze della diplomazia internazionale da chi si occupa di questi temi a tempo pieno. Come Save The Children. E c’è voluta anche un po’ di Sicilia a far raggiungere il risultato. La catanese Daniela Reale, infatti, lavora da tanti anni in Save The Children Uk, con base a Londra ed è stata impegnata in modo attivo a New York durante la negoziazioni precedenti il vertice con tutti i capi di Stato. «Ho sviluppato il nostro input e partecipato alle negoziazioni in luglio – racconta Daniela – e poi ho partecipato alla discussione durante l’adozione della Dichiarazione in settembre».

Cosa siete andati a dire all’Onu, prima dell’assemblea generale del 19 settembre?

«Save the Children ha portato l’esperienza dei propri programmi in paesi di origine, di transito e di destinazione finale in varie regioni e ha chiesto che gli Stati membri prendessero degli impegni concreti e misurabili su: immediato accesso a istruzione per bambini migranti e rifugiati (non più tardi di un mese dal momento di arrivo); accesso a servizi di accoglienza adeguati e fine della detenzione a cui sono soggetti molti bambini perché considerati migranti irregolari; accesso a servizi appropriati di protezione. E un sistema che definisca una condivisione di responsabilità nella protezione dei rifugiati e che in modo operativo permetta il resettlement (reinsediamento) efficace di rifugiati. La dichiarazione di New York ha visto un impegno più o meno concreto in molte di queste richieste, ma ora chiediamo che vengano sviluppati dei documenti che traducano questi impegni in azioni pratiche».

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