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Catania sotterranea: alla scoperta delle Terme Achilliane

Dei tre complessi termali della città di epoca romana, è stato l'unico a non essere stato trasformato in chiesa, sebben

Catania sotterranea: alla scoperta delle Terme Achilliane

Più o meno tutti i Catanesi conoscono le meraviglie della propria Basilica Cattedrale. In particolare nei giorni dei festeggiamenti agatini, questo splendido esempio dell’arte barocca si apre agli occhi di devoti e turisti diventando così, quasi per incanto, la casa di tutta la cittadinanza. Non tutti sanno, però, che questo imponente edificio, la cui cupola fa da richiamo a chi viene dal mare, nasconde sotto di sé un tesoro di inestimabile valore. Stiamo parlando delle Terme Achilliane, che, come altre monumentali opere d’arte del capoluogo etneo, devono la loro fruibilità ad un famoso protagonista del settecento catanese: Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari. 

CATANIA ROMANA. La Città di Catania è, al giorno d’oggi, crocevia di popoli e culture provenienti da tutte le parti del Mondo, rispettosa così della tradizione multietnica della Sicilia, la quale ricordiamo essere stata continuamente soggetta, nel corso dei secoli, a dominazioni delle più svariate civiltà del Mediterraneo, ma che allo stesso tempo è aperta alle prospettive di rinnovamento che i tempi moderni impongono. Risulterà quanto mai difficile, a tutti noi, immaginare le affollate strade del centro storico attraversate da uomini in toga o che scorrazzano in biga. Eppure, anche il capoluogo etneo beneficiò dei fasti, della gloria e dei costumi dell’Impero Romano. Prova solenne ne è l’anfiteatro che sorge a Piazza Stesicoro, che nonostante sia stato ridotto, per le più svariate vicende storiche, a mero rudere, è, e resta, uno dei più grandi che i Romani edificarono all’interno dei loro domini. 

I COMPLESSI TERMALI. L’area sulla quale si estende il capoluogo etneo, anticamente chiamato Càtina (o Càtana), fondato da alcuni coloni greci, divenne possedimento romano nel 21 a.C.. Da quel momento la città si dotò di grandi edifici pubblici che la trasformeranno in uno dei più ragguardevoli centri dell'Impero e che nei secoli successivi, fino ad oggi, condizioneranno il suo sviluppo urbano. La città antica era ricca di acqua. Al posto della Via Etnea, scorreva un fiume, ora sotterraneo, l’Amenano. Ciò permise la costruzione di ben tre complessi termali, di cui il meglio conservato è quello detto della Rotonda, una sala circolare, sormontata da una cupola, che nel corso del VI secolo, fu trasformata in una chiesa. Sempre in una chiesa erano state trasformate le terme dette dell'Indirizzo, (IV - V secolo d.C.) di cui sono ancora visibili gli impianti di riscaldamento delle acque. Il terzo complesso, meglio conosciuto come Terme Achilliane non è stato trasformato in una chiesa, bensì ne è stata costruita una su di esso lasciandolo in parte immutato. La chiesa sovrastante non è altro che Basilica Cattedrale di Sant’Agata.

LE TERME ACHILLIANE. Poco si conosce circa le reali dimensioni del grande complesso termale che si trova a Piazza Duomo, poiché quanto oggi è visitabile, il tutto completamente sotterraneo, è appena una piccola porzione della sua estensione. Dell'impianto originale delle Terme Achilliane si conserva una camera centrale il cui soffitto a crociere è sorretto da quattro pilastri a pianta quadrangolare. L'epoca di fondazione dell'edificio è ancora discussa, ma è probabile che fu costruito nel II sec. d.C. Nel 1088 l'area occupata dalle terme viene scelta dal vescovo Ansgerio per ricavarne la Cattedrale (completata ed inaugurata nel 1094) e il relativo monastero benedettino (in seguito sede della badia femminile di Sant'Agata), mentre nel 1508 viene completata la Loggia Senatoria che vi si addossava per la sua lunghezza. L’impianto termale, praticamente sepolto, fu scoperto nel XVI Secolo e nel 1767 fu messo in luce e studiato da Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari, che realizzò anche il primo ingresso all’edificio. Durante il secolo scorso, tuttavia, le terme attraversarono un periodo di decadenza. Nel 1974, infatti furono chiuse al pubblico perché considerate insicure. Vennero riaperte dopo un restauro nel 1997 e nuovamente richiuse per problemi di allagamento. Dopo i lavori di pavimentazione di Piazza Duomo, intervenuti tra il 2004 e il 2006, nel corso dei quali si è ritenuto di coprire l'impianto con una poderosa piastra d'acciaio per rinforzare l'impiantito della piazza stessa, l’edificio termale è stato nuovamente riaperto al pubblico e alla realizzazione di eventi. Fortunatamente, a differenza di tanti altri tesori nascosti e purtroppo non fruibili, questo splendido esempio del glorioso passato della nostra Città, ancora oggi, continua a stupire tantissimi visitatori. Una consapevolezza fa da padrona: Catania può

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