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Cin­que se­gre­ti del­la bi­blio­te­ca dei Be­ne­det­ti­ni a Ca­ta­nia

Una del­le cin­que Bib­bie mi­nia­te più bel­le al mon­do, un te­schio uma­no e una te­sti­mo­nian­za di moda e sa­ti­ra ca­ta­ne­se de­gli ini­zi del se­co­lo scor­so sono sol­tan­to al­cu­ni dei te­so­ri na­sco­sti cu­sto­di­ti al­l’in­ter­no del­la Strut­tu­ra e sve­la­ti dal­la di­ret­tri­ce Rita An­ge­la Car­bo­na­ro

Cin­que se­gre­ti del­la bi­blio­te­ca dei Be­ne­det­ti­ni a Ca­ta­nia

Foto Danilo Pavone (Ibam Cnr)

«Un luo­go in­tri­so di sto­ria e di cul­tu­ra dove pas­sa­to e pre­sen­te si in­con­tra­no e con­vi­vo­no in ar­mo­nia tra loro» – È così che la dott.ssa Rita An­ge­la Car­bo­na­ro, di­ret­tri­ce del­le Bi­blio­te­che Riu­ni­te “Ci­vi­ca e A. Ur­si­no Re­cu­pe­ro”, de­fi­ni­sce que­sta in­can­te­vo­le strut­tu­ra, si­tua­ta nel cuo­re del Mo­na­ste­ro dei Be­ne­det­ti­ni di San Ni­co­lò l’A­re­na a Ca­ta­nia, di­chia­ra­to nel 2002, Pa­tri­mo­nio del­l’U­ma­ni­tà dal­l’U­ne­sco. I fio­ri al­l’oc­chiel­lo del­la Bi­blio­te­ca sono la pre­zio­sa Bib­bia mi­nia­ta dei se­co­li XIII-XIV, at­tri­bui­ta a Pie­tro Ca­val­li­ni e con­si­de­ra­ta una del­le cin­que più bel­le al mon­do, e la “Li­bre­ria dei Pa­dri Cas­si­ne­si”, me­glio nota come “Sala Vac­ca­ri­ni”, idea­ta dal­l’o­mo­ni­mo Ar­chi­tet­to pa­ler­mi­ta­no e uni­co spa­zio del Mo­na­ste­ro che con­ser­va an­co­ra oggi la sua con­fi­gu­ra­zio­ne ori­gi­na­ria di fine Set­te­cen­to. Tut­ta­via, ciò che dav­ve­ro ren­de spe­cia­le que­sto po­sto è l’at­mo­sfe­ra che si re­spi­ra nei suoi di­ver­si am­bien­ti, i qua­li cu­sto­di­sco­no cu­rio­si­tà, sto­rie e stral­ci di vita quo­ti­dia­na di al­cu­ni stra­va­gan­ti per­so­nag­gi il­lu­stri che ne han­no var­ca­to le so­glie nel cor­so del tem­po.

1 – SA­CRO E PRO­FA­NO COE­SI­STO­NO
 La Bi­blio­te­ca di­spo­ne di un ric­chis­si­mo ma­te­ria­le bi­blio­gra­fi­co, per lo più di in­te­res­se lo­ca­le e si­ci­lia­no. I vo­lu­mi in pos­ses­so sono ol­tre 270.000, al­cu­ni dei qua­li pre­sen­ta­no pa­gi­ne an­ne­ri­te o bru­cia­te, per or­di­ni di cen­su­ra im­po­sti dal­la Chie­sa nel XVI se­co­lo. A que­sti si ag­giun­go­no: opu­sco­li a stam­pa dei se­co­li XVIII-XX, per­ga­me­ne (se­co­li XII-XIX), ma­no­scrit­ti e di­se­gni, in­cu­na­bo­li, let­te­re e cin­que­cen­ti­ne, er­ba­ri del ‘700, fo­to­gra­fie, spar­ti­ti mu­si­ca­li, pe­rio­di­ci e gior­na­li di ogni sor­ta (com­pre­si al­cu­ni nu­me­ri del “Po­stal­mar­ket”, fa­mo­so ca­ta­lo­go di ven­di­ta per cor­ri­spon­den­za, in voga in Ita­lia tra la fine de­gli anni Ot­tan­ta e gli ini­zi de­gli anni No­van­ta).

2 – FE­DE­RI­CO DE RO­BER­TO: UN BI­BLIO­TE­CA­RIO ATI­PI­CO
 Nel­la “Sala Gut­ta­dau­ro”, sono col­lo­ca­ti al­cu­ni dei li­bri più an­ti­chi e di­ver­si pez­zi di ar­re­da­men­to sto­ri­ci, come lo scrit­to­io ap­par­te­nu­to allo scrit­to­re Fe­de­ri­co De Ro­ber­to, no­mi­na­to “bi­blio­te­ca­rio ono­ra­rio” nel 1893. «Su quel­lo scrit­to­io – com­men­ta la Di­ret­tri­ce – pare ab­bia tra­scor­so gran par­te del suo tem­po la­vo­ran­do alla ste­su­ra di nu­me­ro­se ope­re, tra cui mol­te pa­gi­ne del suo ce­le­bre ro­man­zo I Vi­ce­ré. Si rac­con­ta che fos­se tal­men­te tan­to as­sor­to nel­la scrit­tu­ra che spes­so, sen­za al­cu­na re­mo­ra, si ri­fiu­ta­va per­si­no di apri­re la Bi­blio­te­ca al pub­bli­co».

3 – MA­RIO RA­PI­SAR­DI: UN PER­SO­NAG­GIO EC­CEN­TRI­CO AF­FA­SCI­NA­TO DAL­LA MOR­TE
Nel­l’a­rea Mu­seo de­di­ca­ta a Ma­rio Ra­pi­sar­di che ne ri­co­strui­sce lo stu­dio ori­gi­na­le, il cli­ma cupo in­car­na per­fet­ta­men­te la per­so­na­li­tà del­l’au­to­re ca­ta­ne­se, an­ta­go­ni­sta let­te­ra­rio di Gio­suè Car­duc­ci: «Ma­rio Ra­pi­sar­di era noto a tut­ti per il suo ca­rat­te­re ir­ruen­to, an­ti­con­ven­zio­na­le e li­ti­gio­so. Uno de­gli even­ti che se­gnò for­te­men­te la sua vita fu si­cu­ra­men­te il tra­di­men­to del­la mo­glie con l’a­mi­co Gio­van­ni Ver­ga che, al­l’e­po­ca, su­sci­tò non poco scan­da­lo» – af­fer­ma la dott.ssa Car­bo­na­ro. Inol­tre, il suo spi­ri­to cri­ti­co -e per cer­ti ver­si am­bi­guo- nei con­fron­ti del­la re­li­gio­ne e lo spic­ca­to gu­sto per il ma­ca­bro, te­sti­mo­nia­to dal­la pre­sen­za di un au­ten­ti­co te­schio uma­no po­sto an­co­ra oggi sul­la sua scri­va­nia e da al­cu­ni di­pin­ti in­cen­tra­ti sul tema del­la mor­te, non fa­ce­va­no al­tro che ali­men­ta­re le di­ce­rie sul suo con­to.

4 – VI­SI­TA­TO­RI CE­LE­BRI: DAL­L’EN­TU­SIA­SMO DI GOE­THE AL­L’O­STI­LI­TA’ DI PA­TRICK BRY­DO­NE
  Tra Set­te­cen­to e Ot­to­cen­to, il Mo­na­ste­ro dei Be­ne­det­ti­ni e la bi­blio­te­ca cas­si­ne­se di­ven­ne­ro una tap­pa qua­si ob­bli­ga­ta per i viag­gia­to­ri del Grand Tour in Si­ci­lia, a rac­con­ta­re del­le me­ra­vi­glie di que­sto luo­go fu­ro­no Goe­the, Wag­ner, Liszt e lo Zar Ales­san­dro II di Rus­sia, come di­mo­stra­no al­cu­ni dei loro scrit­ti. Sin­go­la­re è sta­to in­ve­ce il com­men­to del­lo scoz­ze­se Pa­trick Bry­do­ne, il qua­le, no­to­ria­men­te osti­le agli or­di­ni re­li­gio­si e allo sfar­zo del­la Chie­sa, scris­se nel suo dia­rio di viag­gio: «Il Mo­na­ste­ro è più bel­lo del­la Reg­gia di Ver­sail­les, ma abi­ta­to da la­sci­vi e pan­ciu­ti mo­na­ci».

5. LE RI­VI­STE SA­TI­RI­CHE DI INI­ZIO ‘900: MON­DA­NI­TA’ CA­TA­NE­SE
 «Tra tut­ti i pez­zi di ine­sti­ma­bi­le va­lo­re cu­sto­di­ti in Bi­blio­te­ca – spie­ga an­co­ra la Di­ret­tri­ce – una del­le cose che più af­fa­sci­na è la pre­sen­za di pe­rio­di­ci de­gli ini­zi del se­co­lo scor­so che ri­flet­to­no l’im­ma­gi­ne di una Ca­ta­nia, non solo at­ti­va po­li­ti­ca­men­te, ma an­che fri­vo­la, mon­da­na e ca­pa­ce di im­por­re il pro­prio gu­sto in fat­to di moda». Uno dei pe­rio­di­ci a cui la dott.ssa Car­bo­na­ro fa ri­fe­ri­men­to è L’In­ter­vi­sta, un gior­na­le re­dat­to in via Ober­dan in­tor­no agli anni ’20, che si au­to­de­fi­ni­sce “qua­si se­rio” e che si basa su un’a­spra sa­ti­ra po­li­ti­ca e so­cia­le dai toni ir­ri­ve­ren­ti e più che mai at­tua­li. Sul­le sue pa­gi­ne, per esem­pio, sono pre­sen­ti al­cu­ni elen­chi di ce­li­bi ca­ta­ne­si (tra cui: Ba­ro­ni, De­pu­ta­ti al Par­la­men­to, Ca­va­lie­ri e Regi Con­so­li), ma an­che un di­zio­na­rio da sa­lot­to, un con­cor­so di bel­lez­za per bam­bi­ni e pa­rec­chi ri­trat­ti sa­ti­ri­ci in rima di per­so­nag­gi in vi­sta nel pa­no­ra­ma ca­ta­ne­se ac­com­pa­gna­ti da vi­gnet­te.

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commenti 2
  • Catanese

    15 Settembre 2017 - 18:06

    Non poteva esserci sala più prestigiosa "da disegno" e di "esami di Stato" in cui ho vissuto per cinque anni per conseguire il diploma di geometra nel 1959.

    Rispondi

  • arena20

    18 Settembre 2017 - 20:08

    Ma quando è possibile visitarla?

    Rispondi

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