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Carmen Consoli a Librino incontra i ragazzi dell'orchestra "MusicaInsieme"

I ragazzi hanno suonato per lei il brano "Terra ca nun senti" di Rosa Balistreri. La cantante: «Ascoltarvi suonare ha cambiato il mio cuore»

Carmen Consoli a Librino incontra i ragazzi dell'orchestra "MusicaInsieme"

«Nella vita dobbiamo essere capaci di trasformare ogni avversità in opportunità: la musica è lo strumento più adatto per farlo. Stamattina questa canzone ha trasformato il mio cuore». Ha commentato così la cantautrice Carmen Consoli l’accoglienza riservatale dai ragazzi di “MusicaInsieme a Librino”. L’orchestra e il coro basati sul “Sistema Abreu” hanno eseguito per lei, nei locali della parrocchia “Resurrezione del Signore”, “Terra ca nun senti” di Rosa Balistreri. «Questa canzone – spiega la direttrice d’orchestra Alessandra Toscano - è stata scelta perché pur raccontando la disperazione per una terra che non trattiene i suoi figli, è anche un grido di dolore che chiede riscatto. La solidarietà nei territori più difficili non è una scelta, ma una necessità per raggiungere obiettivi positivi; il nostro scopo qui è dimostrare la bellezza di Librino e questo coro ne è la più viva manifestazione».

CARMEN CONSOLI. Carmen Consoli ha poi risposto alle curiosità dei giovani musicisti raccontando come i suoi genitori abbiano avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione «convinti che la musica, come tutte le altre arti, aiuti a scorgere la bellezza del mondo, mi hanno sempre incoraggiata e affiancata. Fare musica significa capire gli altri e vivere al loro fianco».


LA MUSICA COME PROSPETTIVA.
Proprio la voglia di stare in gruppo e stringere nuove amicizie ha convinto Chiara e Cristina, due adolescenti che vivono nel quartiere popolare, ad entrare a far parte dell’orchestra. «Abbiamo un rapporto particolare con la musica, - raccontano - e non è difficile trovarci con le cuffie alle orecchie. Noi ragazzi siamo tutti dipendenti dalla musica, viverla da protagonisti però è un’altra cosa». Tra i membri di “Musicainsieme” c’è anche il contrabbassista nigeriano Loveth, che ha iniziato a suonare soltanto pochi mesi fa, ma è stato subito integrato in orchestra. Giunto in Italia da otto mesi ci racconta di aver conosciuto il coro grazie al passaparola di un amico e di non averlo più voluto abbandonare. «Nel mio paese amavo cantare, così quando sono arrivato in Italia mi hanno invitato a venire qui. Non avrei mai immaginato che suonare uno strumento potesse essere così: è tutto molto bello».

MUSICA A TRECENTOSESSANTA GRADI. Nonostante buona parte del repertorio interpretato dall’orchestra sia musica d’arte, non mancano le incursioni nel mondo della cosiddetta “leggera”. Del resto negli ultimi anni i ragazzi hanno avuto modo di incontrare tanto strumentisti classici (come il venezuelano Edicson Ruiz, primo contrabbasso dei Berliner Philarmoniker) quanto vere rockstar come Piero Pelù e musicisti “trasversali” come il violoncellista palermitano Giovanni Sollima. «Dopo le prove – racconta Federico, uno dei ragazzi più esperienti del gruppo - ci divertiamo tra di noi a suonare musica rock con il violoncello». Perché cambiare musica si può, anche a Librino.

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