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Il messaggio itinerante di Mirko e Federico: a dorso di mulo sulle vie dei valori

Le imprese dei due giovani palermitani tra tolleranza, giustizia, ecologia, cultura agreste. Ora anche un road movie girato da 2 giovani registi

Il messaggio itinerante di Mirko e Federico: a dorso di mulo sulle vie dei valori

Grazie ad una idea davvero straordinaria e finora unica nel genere, due giovani palermitani - Mirko Adamo di 37 anni e Federico Bruno Prince di 38, il primo imprenditore agricolo e percussionista dell’orchestra siciliana “Malarazza”, il secondo eco designer e dandy, animatore del gruppo che spopola sui social “Dandy in Panormus” - ci hanno abituato con le loro imprese in sella a due muli, Giovanni e Paola, in onore dei due magistrati palermitani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia nel 1992, per sensibilizzare gli organi competenti ad incentivare nella nostra Isola la cultura rurale produttiva «fondata - come sottolineano Mirko e Federico - sulla coesione sociale di tutte le piccole realtà contadine del nostro Paese, troppo spesso emarginate e declassate».

 

Mirko e Federico hanno ideato nel 2011 l’“Eco-mulo-tour” riscuotendo ampi consensi da parte di ecologisti, ambientalisti e appassionati della cultura sociale e naturalistica. Con un forte spirito di avventura, il Primo Maggio del 2012 Mirko e Federico, mettendosi alla prova, si sono messi in groppa a Giovanni e Paola e hanno attraversato per un mese e mezzo le trazzere, gli antichi sentieri e le ippovie siciliane, calabresi, campane e laziali e, dopo quasi mille chilometri, hanno fatto il loro ingresso a Roma, ospitati dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale. Sono partiti allora da Portella delle Ginestre in occasione del 65esimo anniversario della prima strage della Repubblica e hanno chiuso il loro tour nei giardini del Quirinale, attraverso un viaggio lento e sostenibile, portando un messaggio di tolleranza contro le ingiustizie, la violenza, il consumismo e le discriminazioni sociali, razziali e sessuali.

 

Hanno consegnato per l’occasione al capo dello Stato i “pizzini della legalità” raccolti tra la gente comune. Quel viaggio a dorso di mulo Mirko e Federico l’hanno dedicato ai loro nonni e alle loro origini. La sfida è poi proseguita anno dopo anno attraversando altre località, sempre attraverso le antiche trazzere. Come in occasione del tour del 2014 quando, partiti sempre da Portella delle Ginestre, hanno raggiunto Troina in provincia di Enna passando da Ficuzza, Palazzo Adriano, Bivona, Santo Stefano Quisquina, San Giovanni Gemini, Villalba, Resuttano, Alimena e Gangi.

 

Un viaggio simbolico con tutti gli elementi della memoria storica siciliana come, appunto, il mulo. Il viaggio, durato undici giorni, è stato costantemente aggiornato in tempo reale attraverso l’ormai tradizionale diario di viaggio online che ha raccontato, giorno dopo giorno, tutte le storie e le vicende di questo originale cammino lungo sentieri di campagna, antiche trazzere e valli della Sicilia a stretto contatto con la natura.

 

Ultima impresa in ordine di tempo quella di quest’anno, con il tour denominato dei “Grani antichi di Sicilia”. Partenza l’11 maggio da Motta D'Affermo, in provincia di Messina. Stavolta Mirko e Federico hanno trovato altri due compagni di avventura con altrettanti muli (Fidel ed Ernesto, in onore di Castro e Che Guevara): si tratta di Guido Vinci, esperto di marketing, e Roselena Ramistella, appassionata di cavalli, fotografa, che ha frequentato corsi di arte visiva a New York. Con la sua macchina fotografica Roselena ha raccontato il viaggio cogliendo gli aspetti sociali, ecologisti, ambientali e naturalistici più importanti, incisivi ed intensi anche sotto l’aspetto lirico e culturale. I quattro si sono spinti fino a Palazzo Adriano attraversando le Madonie e toccando paesi e borghi come Tusa, Castelbuono, Geraci Siculo, Polizzi Generosa, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Valledolmo, Castronovo di Sicilia, Prizzi.

 

«Per il 2017 stiamo già programmando il nuovo tour - spiega Mirko - sempre in groppa a Giovanni e Paola (per non sfiancare gli animali, vanno in groppa soltanto 4 ore al giorno e altri 6 vanno a piedi, ndr): è nostra intenzione raggiungere il Ragusa, la patria del caciocavallo e dei pregiati allevamenti di bovini, partendo da Motta D'Affermo e facendo tappa sui Nebrodi, Madonie, Ennese e poi, perché no, raggiugere anche le zone tanto care al commissario Montalbano. Dopo i grani antichi, il nostro obiettivo è quello di esaltare la patria del caciocavallo».

 

Ma Mirko e Federico sono stati protagonisti in prima persona di un road movie dal titolo “La lunga strada gialla” realizzato da due altrettanti giovani registi, Christian Carmosino e Antonio Oliviero, che sta riscuotendo ampi consensi in tutta Italia.

 

«Abbiamo vinto a giugno il premio Ambiente e società al Festival Cinemambiente di Torino - spiega il regista Oliviero - e il docu-film è già stato finora proiettato a Milano, Roma e qualche giorno fa anche a Palermo. Sta riscuotendo apprezzamenti e consensi dal mondo dell’ambiente, dell’arte cinematografica, a quello dell’ecologia. Il film che dura 79 minuti narra il tour di Mirko e Federico dell’edizione dell’Ecomulo del 2012. Ci sono voluti ben quattro lunghi anni per poterlo montare e siamo davvero soddisfatti per il lavoro che abbiamo realizzato in economia».

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