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Paolo Buonvino: «Io, Skin e il GoodLab»

Il compositore originario di Scordia parla del suo ultimo progetto: «Un laboratorio di talenti “made in Sicilia” per dare un suono a cinema e fiction tv»

Paolo Buonvino «Io, Skin e il GoodLab»

Quelle della pantera nera di Brixton non erano parole di circostanza. D’altronde la cantante degli Skunk Anansie è una persona molto schietta e genuina. Tant’è che, presi armi e bagagli, si è trasferita a casa di Paolo Buonvino a Roma.

 

«Era nato un rapporto di grande stima reciproca fra noi due - racconta il compositore di Scordia - D’altro canto, ero stato io a volerla e a cercarla mentre componevo le musiche per I Medici. Ho pensato subito a lei, perché, secondo me, interpreta lo spirito dei Medici, il Rinascimento. È fuori dagli schemi, è dolce e aggressiva nello stesso tempo. La sua voce urla, anche quando è dolce. Rappresenta la rottura con gli oscurantismi del Medioevo».

 

«È stata una compagna straordinaria, umile - continua Paolo Buonvino - . È venuta a Roma e siamo stati diversi giorni di agosto e poi in settembre a lavorare. Lei ha percepito subito l’anima della canzone Renaissance. E ha scritto il testo. Abbiamo composto insieme in una sintonia estrema».

 

«A genius», squillava Skin parlando del maestro siciliano. Che mai si sarebbe immaginato di trovarla un giorno a bussare alla porta di casa. «Mi ha chiesto di poter continuare a lavorare insieme», ricorda ancora stupito Buonvino. Che le ha aperto la porta del suo studio capitolino «e non se ne è andata più», ride. «Abbiamo cominciato a provare, a sperimentare, a incrociare i nostri mondi musicali. Skin è una donna di grande intelligenza e cultura, molto vicina anche al modo di pensare dei siciliani, forse per le sue origini isolane, è infatti molto legata alla madre giamaicana».

 

Da allora, e son passati mesi, la cantautrice e modella bisex si è stabilita a casa Buonvino, tra spaghetti, caponatine, mixer e computer. «Con lei ci stiamo divertendo - racconta lui - Perché ci stiamo prendendo tutto il tempo che vogliamo. C’è un rapporto di piena collaborazione che non ho avuto con nessun altro artista, né con Carmen Consoli, né con i Negramaro. Alla fine può non uscire nulla, possiamo buttare tutte le ore che abbiamo registrato, oppure fare un disco, che magari potrei anche produrre io». Un modo per riprendersi quella tranquillità e quel tempo che ormai i ritmi velocissimi di produzione di un film o di una fiction non consentono più ai compositori delle musiche. «Oggi i tempi si sono accorciati, si lavora a una velocità insostenibile».

 

 

Forse anche per questo motivo Paolo Buonvino nel 2013 ha fondato GoodLab Music. Un nome inglese dietro al quale si nasconde la genialità siciliana e gran parte della produzione musicale per film e fiction di questi ultimi tre anni: da La Dama Velata e La Scuola più bella del mondo a La notte è piccola, Sotto copertura, La grande seduzione e Tutto può succedere, fino a La mafia uccide solo d’estate, Un paese quasi perfetto, Coppie in attesa 2, Questo nostro amore ‘80. «È un modo per trovare collaborazioni, scambio di idee e, nello stesso tempo, valorizzare nuovi talenti, canalizzarli su determinati progetti» motiva il compositore preferito di Muccino. Buonvino ha cercato di convogliare nel GoodLab musicisti, cantanti, compositori, sound engineer, band, gran parte dei quali provenienti dalla Sicilia: dalle voci di Simona Sciacca e Titti Smeriglio al “mago del suono” Vincenzo Cavalli, e poi Lele Gambera, Santi Pulvirenti, Tony Brundo, già apprezzati e popolari collaboratori di molti big della musica nazionale.

 

«L’obiettivo è quello di stimolare la creatività musicale di giovani musicisti, con opportunità di lavoro affrontate con la filosofia della condivisione e arricchimento reciproco - spiega Buonvino - GoodLab music è un’esigenza di sperimentare una modalità lavorativa differente per creare un genere unico, amplificare le possibilità di sviluppo e talento, senza sminuire i tratti di ognuno».

 

Attenti quindi ai titoli di coda di fiction e film: se leggete GoodLab music, vuol dire che dietro le musiche c’è senz’altro un talento siciliano.

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