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L'arresto per truffa dell'"impresentabile" Rizza, sindaco di Priolo e candidato Fi

Il provvedimento giunto al termine dell’operazione «Res Publica» su un "consolidato sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese". Il suo nome nella lista degli "incadidabili" alle prossime regionali, diffusa dal M5S

Sindaco di Priolo Rizza arrestato per truffa. E' candidato a regionali con FI

Antonello Rizza

SIRACUSA -  I capi d’accusa restano 22, ma le contestazioni sono per fatti nuovi. Nessuna condanna nei sei anni in cui è sotto inchiesta. Per il sindaco di Priolo, Antonello Rizza, 52 anni, fra gli 'impresentabilì alla prossime Regionali in Sicilia, in cui è candidato nelle liste di Forza Italia, arriva la nuova contestazione dalla Procura di Siracusa: è agli arresti domiciliari per truffa, tentata truffa e turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione del Comune di Priolo.
Per il Gip Giuseppe Tripi, l’inchiesta "Res Pubblica" fa luce su un «consolidato sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale», che, per il giudice, è finalizzato al «condizionamento e alla prevaricazione per il perseguimento illecito di finalità di tipo personale e clientelare». Tra i 14 indagati anche due dirigenti del Comune, Salvatore Cirnigliaro e Flora La Iacona, e un imprenditore, Francesco Artale, amministratore della "Indie sound music sas". I reati contestati riguardano la gestione di piccoli appalti che sarebbero stati truccati, uno anche alla Consip, con codici alterati per consentire la vendita dei beni ad un prezzo maggiorato. Ad Artale sono stati sequestrati, a scopo preventivo, beni per oltre 15mila euro e a un altro indagato, Sebastiano Carpinteri, poco più di 86mila euro.


Nessuna condanna sulle spalle, ma imputato in quattro procedimenti penali con accuse che vanno dalla corruzione, alla concussione, dall’associazione a delinquere alla truffa, dall’ abuso d’ufficio alla tentata estorsione. In totale 22 capi di imputazione. Per Rizza i 'record’di contestazioni penali non sono stati un problema nel decidere di candidarsi per Forza Italia nelle prossime regionali a sostegno di Nello Musumeci governatore. Da #DiventiràBellima, il movimento del candidato governatore del centrodestra, rivelano di «averlo rifiutato come candidato per tre volte» perché «chi ha problemi con la giustizia prima pensi a risolverli e poi a tornare a fare politica». Il M5s attacca Musumeci con un post di Giancarlo Cancelleri sul blog di Grillo: «mente sapendo di mentire, è diventato bugiardo come i vecchi politici e i vecchi partiti: la lista in cui il sindaco è candidato (Fi, ndr) è collegata a lui». Claudio Fava chiede a Musumeci, visto «come sono composte le sue liste» di dire: «mi ritiro, non votatemi più"!.


«Se Musumeci non riesce a controllare le sue liste - si chiede Fabrizio Micari - come pensa di riuscire a controllare assessorati e uffici regionali? Non prenda per scemi i siciliani». E Forza Italia, con Gianfranco Miccichè, rilancia il sospetto di «arresti in piena campagna elettorale» e di «ultimo di una lunga fila di esempi di giustizia a orologeria».  Per il sindaco Rizza il problema non si pone. In alcuna maniera. Ha sempre rivendicato la sua correttezza e la candidabilità in applicazione della Severino e della legge italiana. E che «l'unico forte disagio» che ha avvertito è stato quello di «essere da sei anni sono sotto inchiesta, di avere quattro processi, ma che non ci sia stata ancora una sentenza».


La carriera politica di Antonello Rizza inizia nel 1990 quando fonda la lista civica Rinascita Priolese: successivamente è in consiglio comunale per due volte, nel 1998 e nel 2003. Nel 2008 si candida a sindaco con la lista Patto per Priolo, appoggiata dal centro destra, e viene con circa 3.000 voti (più degli altri tre candidati messi insieme). Ci riprova nelle elezioni 2013: e vince con il 70% delle preferenze, 5.140 voti. Adesso il tentativo di conquistare un seggio all’Ars. Nei mesi scorsi aveva denunciato ai carabinieri l’esistenza di un «corvo" che scriveva notizie false su di lui su internet: «Sono vittima di una campagna mediatica diffamatoria attraverso blog e siti online», aveva sostenuto sollecitando la Procura a intervenire. Che c'è stato, ma in senso opposto a quello che si aspettava.

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commenti 1
  • Mirko

    14 Ottobre 2017 - 16:04

    Musumeci, alla faccia delle liste pulite! adesso cosa farai? Proporrai quel posto a Crocetta? Lui non sa dove far l'uovo!

    Rispondi

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